Sant’Aniello, tradizione nostrana

Il busto reliquiario di epoca seicentesca contenente la mascella e la gola attribuite ad Agnello è custodito nel Duomo di Napoli, all’interno della Cappella di San Gennaro. È compatrono della città di Napoli dove, secondo la tradizione, sarebbe sepolto nella Chiesa di Sant’Agnello Maggiore a Caponapoli.

Dal santo prende il nome di Sant’Agnello un paese della penisola sorrentina, dove tra l’altro si trova una chiesa a lui dedicata ed una statua nell’omonima piazza.

Il culto popolare si riscontra anche in due proverbi campani riguardanti sant’Aniello: ‘A sant’Aniello nun tucca’ ne forbice ‘e ne curtiello e A santa Lucia nu passe ‘e gallina, a sant’Aniello nu passe ‘e pecuriello. Il primo si riferisce ad un’usanza della zona secondo cui le donne incinte non debbono adoperare coltelli o forbici, perché il nascituro potrebbe nascere mutilato di un arto. Il secondo è riferito alla durata del giorno, infatti secondo la tradizione il 13 dicembre, festa di santa Lucia, la giornata si allunga di un po’, come un passo di gallina, il giorno successivo, festa di sant’Aniello, il giorno avanza ancora di più, come un passo di pecora.

Il culto è diffuso anche nel Cilento, particolarmente nel paese di Rodio, frazione del Comune di Pisciotta, che pure lo venera come patrono. Il 30 luglio 2009, il vescovo di Vallo della Lucania, Mons. Giuseppe Rocco Favale, ha elevato la chiesa parrocchiale di Rodio, edificata dai Cavalieri di Malta nel XV secolo, alla dignità di Santuario Diocesano di sant’Agnello abate, particolarmente finalizzato alla difesa ed alla promozione della vita nascente. Rodio festeggia sant’Agnello per ben tre volte durante l’anno: il 31 maggio, festa votiva che ricorda la prodigiosa cessazione della pioggia che stava distruggendo i vigneti; l’8 agosto, festa solenne, con la partecipazione di pellegrini ed emigrati ed il 14 dicembre, festa liturgica. Da Rodio la devozione si è diffusa nei paesi limitrofi che hanno realizzato statue e celebrano feste in onore del santo abate: Pisciotta (1891), Vallo della Lucania (inizi Novecento), Pellare (anni Trenta), Ascea ed Ascea Marina (anni Settanta). Nel 1979 il capoluogo Pisciotta ottenne dalla competente Congregazione romana che, accanto agli antichi Protettori Santa Sofia e San Vito, anche Sant’Agnello fosse proclamato suo patrono, considerata la grande devozione del popolo per questo santo. A Pisciotta Sant’Agnello si festeggia il 10 agosto ed il 14 dicembre.

Nel Cilento molti portano il nome di Aniello o Agnello, o il femminile Anella.

A Tramont , nella frazione di Cesarano il giorno 14 dopo la solenne messa serale si fa la santa processione delle sacre immagini dei santi Lucia e Aniello o Agnello ,fino alla località ‘ bont e cerz ‘