Maserati, Ferrari. No, Lamborghini, lusso sfrenato per poca roba canora, onestamente. Siamo passati da A mano a mano di Rino Gaetano alla rota a rota della signora o signorina. Nemmeno all’altezza di Fiorello divertente in versione De Filippi – anche se torna il ricordo su quelle voci strane su lui e Costanzo bilanciate dalle altre su Maria e la Barale – ma poco incisivo quando tenta di fare il verso ad Arbore e Frassica in stile Grazie dei fiori bis. L’originale è sempre meglio dell’imitazione, la Sabrina Salerno attuale invece manco lontanamente somiglia a quello del poster di trent’anni fa, sex simbol dei poveri cristi. Nigiotti senza infamia e senza lode, meglio decisamente era Baciami ancora di Jovanotti rispetto all’imperativo al presente. Non abbiamo capito un piffero della canzone Levante, abituati come eravamo al suo ritmo soft in compagnia di Levante. Tosca c’è capitata quest’anno per eccesso di zelo e di riempire. Gabbani, l’eroe di pochi festival fa, viceversa ha già fatto il suo tempo. Iannacci junior è un bravissimo ragazzo, a sua parziale discolpa c’è da dire invece che il padre era un genio, insomma non ci può essere paragone, sembra superfluo persino sottolinearlo, testo però molto poetocp. E adesso andate via voglio restare solo, oppure sol. Insomma Ranieri in duetto riduce ancora una volta ai minimi termini il sempre più carente Ferro. I Pinguini Tattici Nucleari esaltano il più brutto tra i Beatles. Se ne tornassero all’oratorio, non quello di Conte-Celentano di quell’Azzurro che rendeva simpatici persino i preti con cui chiacchierare. Non comprendiamo tanto Rancore e per noi Zarrillo sta alla seconda serata come Masini alla prima. Se fai zapping Rai un attimo, ti ritrovi in un incubo, ovvero la banda dei carabinieri che suona in diretta l’angosciante sigla di Chi l’ha visto. Ignoravamo persino l’esistenza di Giordana Angi – e dopo stasera continueremo a farlo – mentre dell’Uomo Mascherato avevamo appreso dalle polemiche mediatiche e senza problemi gli diciamo il nostro No, grazie. anche se testo e look sono rientrati nell’ambito della normalità. Pelù è sempre Pelù, anzi in clima elettorale è da più Pelù per tutti, con lui si va sul sicuro anche se al suo Gigante manca la bambina di Ron. Paese mio che stai sulla collina, come vorrei amore mio, se mi innamoro non so di chi e perchè. E’ tornata Marina, i Ricchi e Poveri, oltre che invecchiati, si sono pure riuniti. Fiato alle trombe, se ci fosse ancora, Turchetti. Con queste premesse la vediamo complicata abolire Quota 100. Con un pò di Zucchero, in forma più che apprezzabile, va via persino la pillola Gigi D’Alessio ma anche quelle di nuove proposte maso-nevrotiche, con poco ritmo e molta probabilità di ritrovarsi costretti a rincorrere prestissimo un mestiere diverso. A proposito anche noi stiamo con Paolo. La canzone fin qui più bella è stata esclusa dalla gara e riproposta sera per strappare lacrime. E’ tempo di parlare e cantare di tutto ma evidentemente parlare e cantare di Sla è ancora cosa tosta, salvo parlarne a uso e consumo da audience.


