Sanità. Scotillo il segretario generale Fisi: “Cari cittadini, spiace ma dovete morire”. 

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“Nemmeno la trama di un film, come quello di Steven Spielberg ambientato nel Nepal, poteva prevedere quello che è accaduto ad una signora 45 enne della Valle del Calore. È stato più facile per Indiana Jones trovare il medaglione che portava all’arca perduta che per la signora politraumatizzata trovare, inutilmente, una giusta assistenza per il politrauma occorso. Storia di ordinaria follia che solo a Salerno ed in Regione Campania possono accadere e dove un presidente di Giunta Regionale eletto nelle liste del Partito Democratico, tale Vincenzo De Luca, si ostina a dimostrare inutilmente di non essere ultimo in tema di sanità. Pinocchio, al suo confronto, arrossirebbe”. A commentare quanto accaduto ieri presso l’ospedale di Roccadaspide è Rolando Scotillo, segretario generale Fisi.

“Questa favola – dichiara Scotillo – potrebbe tentare di raccontarla alla stessa signora che, dopo otto (dico otto) ore di autoambulanza partendo dall’Ospedale di Roccadaspide – dove con la “teleradiologia” le hanno diagnosticato varie fratture – è tornata all’Ospedale di Roccadaspide senza alcuna consulenza e senza trovare alcuna assistenza. Succede negli ospedali del III millennio della Regione Campania e non nel Nepal (con tutto il rispetto dovuto per il Nepal, dove ancora non è arrivato De Luca). A nulla, sembrerebbe, sia servito l’intervento dei carabinieri che hanno solo rilevato la cosa. Ma in Italia si sa, quando a fare interruzione del pubblico servizio e omissione di soccorso sono i dirigenti della Asl di Salerno nulla accade e la magistratura si gira dall’altra parte. Eppure la Fisi lo aveva preannunciato: utilizzare la tele radiologia senza nessuna rete di emergenza per una comunità come quella della Valle del Calore distante più di un’ora dal ulteriore primo ospedale significa condannare a morte una intera popolazione. Immaginiamo solo che la signora fosse afflitta, a causa del trauma, da una emorragia interna o da altra patologia severa dovuta al trauma subito: nelle otto ore ,sicuramente, sarebbe morta già da parecchio. E’ semplice predisporre ospedali a “giro di compasso”, senza valutare distanze e difficoltà nella comunicazione stradale ed elevare, invece, ospedali politicizzati a Dea di I livello fregandosene di tutti solo per fini politici e per voti. Tanto a morire sono gli altri. Cari cittadini della Valle del Calore, spiace a tutti ma dovete morire”.