SANITA’ – Ruggi, i numeri del fabbisogno del personale, la nota del segretario della Cisl Pietro Antonacchio

“All’Azienda Ospedaliero Universitaria di Salerno danno i numeri però alla cabala” – così afferma Pietro Antonacchio Segretario Generale della CISL FP di Salerno in una nota stampa. “Ciò mostra e conferma, se ancora ce ne sia bisogno, tutta la mediocrità e superficialità con cui si confrontano gli standard regionali sulla determinazione delle dotazioni organiche, sulla base della ripartizione di posti letto operata dall’Atto Aziendale.

Atto aziendale che o esiste ed è un atto di programmazione e di riorganizzazione approvato ovvero è carta straccia e come sempre accade nell’ente salernitano tra il dire e il fare c’è di mezzo il burocrate indefesso con totale assenza della direzione strategica. Esemplificativamente si rileva laddove possiamo verificare gli errori più gravi: Per quanto attiene il calcolo complessivo a fronte di una dichiarata necessità complessiva di 3369 unità, ne occorrerebbero dai nostri calcoli, rapportandoli all’atto aziendale, 3831.

Le diverse scelte operate con l’atto aziendale con il quale si é determinata una distribuzione in parte frammentata per i posti letto della stessa disciplina su vari stabilimenti, comportano, dovendosi rispettare comunque dotazioni minime di operatori del comparto sanitario e socio assistenziale, indipendentemente dalle risultanze dell’applicazione degli indici complessivi relativi al numero di posti letto, per quelle discipline nelle quali é necessario garantire l’assistenza sulle 24 ore.

Più coerente appare, però, per tutto quanto esplicitato e nell’ambito dei limiti dei decreti, il raffronto con la dotazione di personale applicando all’AO Salerno gli indici scaturiti dall’analisi assunta quale riferimento di innovazione organizzativa e di efficacia ed efficienza del servizio sanitario regionale comparata all’atto aziendale deliberato.

Quindi non ci troviamo con i numeri, sempre se si vuole determinare una dotazione organica adeguata al fabbisogno assistenziale.

Se invece si vogliono mantenere straordinario, attività libero professionale, contratti precari, convenzioni e contratti di collaborazioni funzionali a mantenere se non addirittura far lievitare i costi e contestualmente favorire il degrado del sistema, allora il calcolo del fabbisogno è perfetto per lasciare tutto com’è, ovvero nell’impossibilità quotidiana di poter elevare qualità e quantità delle prestazioni sanitarie.

Saremo come siamo, staremo come siamo, lasciando inalterata la convinzione che servono altri uomini per contrasta il declino del Ruggi” così conclude il Segretario Generale della CISL FP di Salerno.

Ecco la tabella comparativa