Ospedali ed Asl carenti di personale, costretto anche a turni massacranti: questa mattina giornata di sciopero nazionale dei medici e la Campania è capofila. Ventuno sigle sindacali a conferma della protesta. Una simile mobilitazione in sanità non la si vedeva da anni. Lo sciopero nazionale della sanità, in programma per oggi, nella nostra regione “ha un valore diverso”, perché “i cittadini campani le cure se le devono pagare di tasca propria”. Così Bruno Zuccarelli, segretario regionale del sindacato Anaao Assomed, a proposito della mobilitazione e della sanità regionale. “Le alternative sono due – spiega il sindacalista – essere inseriti in liste d’attesa che durano mesi, o andare al Nord. Ormai siamo veramente alle battute finali”.“ La mobilitazione non bloccherà le emergenze, ed è stato indetto, come tengono a sottolineare i sindacati non per i diritti dei medici ma per il diritto alla salute dei cittadini. Oggi, dunque, i medici incrociano le braccia, ma lo fanno per aderire ad uno sciopero nazionale che, tuttavia, in Campania assume i caratteri della denuncia urgente, data la condizione di estrema precarietà (mancanza di personale e contrazione dei servizi) in cui versano ospedali e ambulatori. Il problema è della Campania più che di altre regioni. Questo perché, come spiega Antonio De Falco segretario regionale Cimo (Confederazione italiana medici ospedalieri), questa “soffre per il mancato ricambio generazionale e per la pesantezza del Piano di rientro. Serve lo sblocco delle assunzioni, speriamo che i cittadini capiscano e appoggino le motivazioni di questo sciopero”.“

