Sanatoria, Cirielli: “Atto di giustizia per migliaia di famiglie”

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La presentazione dell’emendamento che riapre i termini della sanatoria del 2003 viene definita da Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Campania, un atto di giustizia atteso da oltre vent’anni da migliaia di famiglie campane. Si tratta, secondo Cirielli, di nuclei che costruirono abitazioni per necessità e non per abusivismo selvaggio e che da troppo tempo vivono nell’incertezza.

Cirielli ha ringraziato i parlamentari campani di centrodestra che si sono battuti per correggere quella che definisce una stortura. La Campania, ricorda, fu infatti l’unica regione italiana a non recepire nei termini la sanatoria del 2003, scelta compiuta all’epoca dalla giunta di centrosinistra. Una decisione che, secondo il candidato, ha penalizzato profondamente quei cittadini che si erano autodenunciati, avevano presentato regolare domanda e pagato le oblazioni previste dalla legge.

Secondo Cirielli, queste famiglie continuano oggi a vivere sotto la minaccia di un possibile abbattimento delle proprie abitazioni non per un abuso edilizio volontario, ma per un errore amministrativo imputabile alla Regione di allora. Una situazione che, nelle parole del candidato, stride con l’atteggiamento dello stesso centrosinistra che oggi chiede demolizioni per chi ha costruito per necessità ma tutela chi occupa abusivamente.

L’emendamento inserito nella manovra introduce strumenti considerati più moderni per la riqualificazione urbanistica e ambientale. Cirielli sottolinea che la norma permette finalmente di definire con chiarezza quali immobili possono essere regolarizzati, escludendo quelli in zone rosse e quelli riconducibili a speculazioni edilizie. La nuova disciplina prevede che siano le singole regioni ad attuare il recepimento entro sessanta giorni.

Il candidato del centrodestra assicura che, in caso di vittoria alle elezioni regionali, la Campania sarà la prima ad applicare la norma. Per Cirielli è arrivato il momento di chiudere una lunga pagina di ingiustizia e restituire certezza a migliaia di famiglie che chiedono soltanto ciò che nel resto d’Italia è già realtà.