Sanae Takaichi, la prima donna premier del Giappone

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Il Giappone scrive una nuova pagina della sua storia politica: Sanae Takaichi è la prima donna a diventare premier del Paese del Sol Levante. A 64 anni, la conservatrice del Partito Liberaldemocratico (LDP) rompe un tabù lungo oltre settant’anni, conquistando la guida del governo di Tokyo grazie a un accordo di coalizione dell’ultima ora con il partito Ishin, dopo la rottura con il Komeito.

Un traguardo che riecheggia anche in Europa, dove l’Italia ha vissuto un percorso simile con Giorgia Meloni, anch’essa prima donna alla guida di un Paese tradizionalmente dominato dagli uomini. Due storie diverse, ma entrambe simbolo di una svolta culturale che attraversa anche i conservatori.

La “Lady di ferro” del Sol Levante

Takaichi è considerata la “Lady di ferro” del Giappone, appellativo che la stampa britannica le ha attribuito per la sua ammirazione dichiarata verso Margaret Thatcher. Nel suo passato, però, non solo politica: ex conduttrice televisiva, appassionata di moto, batteria e Iron Maiden, ha costruito una carriera determinata e fuori dagli schemi.

Allieva e protetta dell’ex premier Shinzo Abe, assassinato nel 2022, Takaichi rappresenta l’ala più conservatrice del LDP. È favorevole a una politica estera più assertiva, a un rafforzamento delle spese militari e a un atteggiamento deciso verso Cina e Corea del Nord. Ha inoltre promesso politiche più severe in materia di immigrazione e sicurezza nazionale.

Nazionalismo e nuova diplomazia

Il suo arrivo a Palazzo Kantei, la sede del governo, avviene in un momento cruciale: il Giappone affronta una natalità ai minimi storici, un’inflazione crescente e un quadro politico instabile, con quattro premier in cinque anni.
Takaichi punta a rilanciare il ruolo di Tokyo sulla scena internazionale, mantenendo saldo il legame con gli Stati Uniti ma con un approccio più “paritario”. «Il Giappone non deve dipendere da nessuno», ha dichiarato in passato, pur augurandosi di lavorare in sintonia con Donald Trump, in vista di un suo possibile ritorno alla Casa Bianca.

Da Pechino sono già arrivati messaggi di cautela: la Cina auspica che il Giappone “rispetti gli impegni politici su storia e Taiwan”. Ma Takaichi non sembra intenzionata a fare passi indietro, e la sua recente visita a Taipei lo dimostra.

Un simbolo per le donne giapponesi

In un Paese dove la presenza femminile ai vertici è ancora minima, l’ascesa di Sanae Takaichi rappresenta un evento storico e simbolico. Solo il 10% dei parlamentari giapponesi è donna, e nessuna prima di lei aveva raggiunto il vertice del governo.
«Spero che la mia nomina ispiri le giovani donne a credere nel proprio valore e nel loro ruolo nella società», ha dichiarato dopo il giuramento.

Come Giorgia Meloni in Italia, anche Takaichi incarna la complessità del potere femminile in politica: una leader conservatrice, determinata, nazionalista, che apre comunque la strada a una nuova rappresentazione della donna al comando.

Il Giappone, tra tradizione e modernità, scopre ora una nuova voce al femminile. E il mondo guarda con attenzione alla “Lady di ferro” di Tokyo.