San Valentino Torio. Truffe agli stranieri e documenti contraffatti: in tre a processo

Nei guai una dipendente comunale, il figlio e la moglie di quest'ultimo

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Procuravano atti per l’ingresso illegale di stranieri sul territorio italiano: le accuse per i componenti di un’associazione su base familiare sono di falso, peculato e contraffazione di strumenti destinati a pubblica autenticazione. L’inchiesta – che ha consentito di cristallizzare le accuse – è cominciata nell’agosto di due anni fa, con l’esame di una ventina di pratiche di residenza o ricongiungimento familiare di immigrati, risultate viziate da una serie di irregolarità penali. Comincerà il 17 gennaio il processo – dinanzi al Tribunale di Nocera Inferiore – per una dipendente dell’ufficio anagrafe del Comune di San Valentino, Carmela Prota, suo figlio Tommaso Siniscalchi e la moglie Francesca Ciola. Il processo sarà incardinato il 17 gennaio davanti ai giudici del tribunale di Nocera Inferiore.
A finire nella loro rete furono in maggioranza cittadini arrivati in Italia dal Marocco e dall’Algeria, che si rivolsero a Siniscalchi per istruire le pratiche necessarie presso il Comune e gli uffici competenti.
Per la Procura, madre e figlio erano i promotori, mentre la moglie/nuora avrebbe svolto il ruolo di mediatrice con gli stranieri. Dalle indagini è emerso che gli immigrati pagavano una commissione di 80 euro agli indagati allo scopo di ottenere l’iscrizione all’anagrafe comunale: quei soldi non venivano però versati all’Ente, ma trattenuti dai tre, attraverso il rilascio di ricevute fittizie.
Imputati nel processo anche gli stessi immigrati, molti dei quali si sono resi nel frattempo irreperibili: da qui le numerose difficoltà a notificare la citazione ai nordafricani, le cui posizioni sono state stralciate dal giudizio, lasciando aperte solo quelle dei tre cittadini di San Valentino.