San Giorgio a Cremano – Ricordando il compleanno di Massimo!

Ieri Massimo Troisi, attore e regista di film indimenticabili, avrebbe compiuto 67 anni. Siamo convinti che non sia stata solo la sua città natale, San Giorgio a Cremano che lo ha ricordato con una serie di eventi. Lo hanno certamente ricordato anche i tantissimi fans sparsi nel mondo.

Molti giovani emergenti nel passato e qualcun ancora oggi, lo hanno voluto omaggiare sua comicità, il suo modo di parlare, i suoi indimenticabili sketch della smorfia “Annunciazione! Annunciazione!… Tu Marì, Marì, fai il figlio di Salvatore, Gabriele ti ha dato la buona notizia…Annunciazione! Annunciazione”! L’inizio, il cabaret, San Gennaro, la guerra, Dio, Ketty, Tra tutte te, Angelo e Diavolo, L’attore, Napoli, La sceneggiata, Il basso, La favola, Il pazzo, II Commissario, La fine del mondo, sono gli sketch divenuti cimeli, il vero tesoro intramontabile.

Abbiamo preferito ricordarlo il giorno dopo la sua nascita, Per scrivere ciò che il nostro pensiero ci permette di elaborare ed essere guidati anche dal cuore.

Il trio, originariamente denominato I Saraceni, era formato da Massimo Troisi, Lello Arena ed Enzo Decaro e basava la propria comicità prendendo spunto dalle situazioni quotidiane della Napoli degli anni  settanta e ottanta. I temi giornalieri, esistono ancora oggi, disparati quali la religione, l’occupazione e disoccupazione, il folklore e le tradizioni ormai anacronistiche, ancora vive non solo a Napoli, ma in ogni città.

Dopo buone affermazioni teatrali anche fuori dell’ambito locale, il trio conobbe il suo massimo periodo di notorietà quando fu protagonista della trasmissione televisiva Non stop e della successiva La sberla.

“Studiare Massimo non significa studiare solo l’artista ma anche l’uomo», ha detto il primo cittadino di San Giorgio a Cremano agli alunni ieri mattina. «Massimo era un uomo umile con un grande senso dell’altruismo e dell’amore per il prossimo ed il suo insegnamento è attuale ancora oggi, abbiamo la volontà di continuare ad investire in cultura per rendere migliore il nostro territorio».

“Se uno nasce a San Giorgio a Cremano (alle porte di Napoli ma nel cuore di una periferia disastrata, ancora campagna, non ancora città) e cresce in una casa piccola e sovraffollata (cinque fratelli, due genitori, due nonni e cinque nipoti), o si chiama Massimo Troisi o si rassegna all’anonimato fin dall’infanzia”. Lo ripeteva sempre nelle apparizioni televisive, durante le amichevole interviste.

L’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Giorgio Zinno e dall’assessore alla Cultura Pietro De Martino, ha reso omaggio all’artista deponendo una corona di fiori sulla tomba dove è sepolto nel cimitero cittadino.

La sua recitazione rarefatta e le innate movenze nel riempire gli spazi scenici, Troisi riusciva ad ironizzare con eleganza, allontanandosi dagli stereotipi napoletani, con enorme capacità nel leggere la realtà circostante in un modo nuovo e pungente, mai banale e scontato.

Troisi ha lasciato un’enorme eredità artistica riconosciuta in Italia ma non solo.

Grandi amicizie, gli incontri con i grandi nomi, Mastroianni, Scola, Benigni, Radford, Noiret a Pino Daniele, l’unico che ha permesso anche di comporre a quattro mani canzoni senza tempo.  Tra le altre, “Quando” e “O ssaje comm’ fa o’ core”, diventate colonne sonore dei film diretti ed interpretati da lui stesso.

Massimo Troisi decise di far onore al suo nome e di combattere contro un destino difficile, acuito fin dalla giovinezza che produssero lo scompenso cardiaco alla valvola mitralica che gli sarebbe stato fatale ad appena 41 anni, del resto giocava a nascondino con la morte da sempre e spesso ci aveva fatto dell’ironia.

Lo ricordiamo, perché oggi abbiamo l’onore di poterlo ammirare continuatamente nei suoi film, Ricomincio da tre, (1981) – Morto Troisi, viva Troisi!, (1982) film TV  – No grazie, il caffè mi rende nervoso (1982), Scusate il ritardo (1983), Non ci resta che piangere (1984), Hotel Colonial (1987), Le vie del Signore sono finite(1987) Splendor (1989),Che ora è? (1989), Il viaggio di Capitan Fracassa (1990), Pensavo fosse amore… invece era un calesse (1991), poi il suo ultimo film, Il postino, (1994).

Il 4 giugno 1994, appena 12 ore dopo la fine del suo film più ambizioso e impegnativo, “Il Postino”, Massimo scivolava nel sonno profondo della morte a casa di sua sorella a Ostia.

Ventisei anni senza vederti invecchiare, senza vedere un capello bianco, ecco, così ci rimane impresso il tuo viso, magro e sofferente, senza una ruga, quella mezza risata, quella faccia da “scugnizzo intramontabile”, che mai dimenticheremo, grazie per quello che ci hai regalato Massimo !!!