Salvatore Bottone scende in campo in difesa dei lavoratori pubblici del comparto ospedaliero, dell’istruzione e della previdenza sociale

Una lunga invettiva quella di Salvatore Bottone, candidato al consiglio regionale della Campania per il Partito Socialista Italiano, a sostegno del governatore Vincenzo di Luca, contro coloro i quali, nelle ultime settimane, stanno attaccando e sminuendo l’operato dei lavoratori del settore pubblico.

“Mi sdegna e mi rammarica notevolmente apprendere delle continue ed ingiustificate accuse nei confronti dei lavoratori del settore pubblico, in particolare di quelli dell’INPS che subiscono attacchi vili ed immotivati.
Negli ultimi giorni, un cospicuo numero di manifesti funebri sono stati affissi dai militanti di CasaPound davanti alle sedi INPS in decine di città italiane al fine di denunciare, a loro dire, la morte di migliaia di piccoli imprenditori, “giustiziati” dai disservizi, dai ritardi e dall’incapacità di gestione della cosa pubblica da parte dell’istituto di previdenza sociale.

Ancora, in importanti trasmissioni televisive, alcuni giornalisti hanno pronunciato parole, a mio avviso, inaccettabili contro i dipendenti pubblici e, a loro dire, lo scarso impegno
profuso durante i mesi di lockdown” – spiega Bottone, raccontando i motivi per cui, al contrario, proprio questi lavoratori dovrebbero essere lodati.

“In un momento di forte crisi come quello che stiamo affrontando da qualche tempo, ritengo di gran lunga più significativo dare valore al lavoro immane che tutti i lavoratori del settore pubblico hanno svolto, seppur con notevoli difficoltà e con l’impreparazione che ha colto tutti, nessuno escluso, di sorpresa” – aggiunge il candidato consigliere Bottone – “Vorrei ricordare a chi si scaglia contro la categoria che sono dipendenti
pubblici i nostri medici e infermieri che hanno svolto con onore le proprie mansioni, combattendo in prima linea la battaglia contro la diffusione del coronavirus in ambito sanitario; sono dipendenti pubblici gli operatori delle scuole che hanno, con dedizione, adattato la didattica tradizionale al proprio metodo e alle nuove tecnologie per evitare il blocco della cultura ed il crollo del comparto dell’istruzione; così come sono dipendenti pubblici le nostre forze dell’ordine, i vigili del fuoco, i dipendenti della protezione civile e della croce rossa che hanno messo a repentaglio la propria salute e la propria incolumità per salvaguardare la nostra; così come hanno investito risorse, tempo e produttività i lavoratori INPS di tutta Italia, dai dirigenti agli impiegati, che hanno consentito ai cittadini di ricevere senza interruzione servizi funzionali, concreti, costanti e regolari.”
E conclude: “Nessuna prestazione è stata sospesa, nessun servizio è rimasto incompleto. Se è possibile, anzi, il rendimento è stato ancor più evidente ed efficiente. I lavoratori del settore pubblico hanno svolto il proprio lavoro nei mesi più difficili della epidemia da coronavirus in maniera seria e responsabile, assicurando servizi essenziali per i cittadini”.