Sono sei gli indagati per la morte di un uomo di 55 anni, deceduto lo scorso 5 marzo per una probabile occlusione intestinale causata da un tumore. Tumore che – ed è questa l’ipotesi dell’accusa – non sarebbe stato rilevato con una precedente tac. Il sostituto procuratore titolare dell’indagine, Federico Nesso, affiderà l’incarico ad un medico legale e ad un infettivologo affinchè eseguano l’autopsia e gli esami necessari per fare luce sul decesso.
L’uomo si era recato presso un centro diagnostico per sottoporsi ad una Tac dopo un’influenza che persisteva da tempo. L’esame, secondo il dottore che aveva visionato i risultati, non avrebbe fatto emergere nulla di grave. Le condizioni di salute, invece, erano peggiorate con il passare dei giorni. Di qui la richiesta, da parte del suo medico curante, di nuovi accertamenti e una nuova Tac, questa volta eseguita in un altro centro diagnostico, al termine della quale era stata comunicata l’individuazione, all’interno dell’intestino, di un tumore di grosse dimensioni. Un tumore che, stando a quanto rilevato dal nuovo radiologo leggendo la vecchia Tac, sarebbe stata visibile anche in quelle carte. Ma il medico che lo aveva visitato in precedenza non se ne sarebbe accorto. Nel giro di poco tempo, l’uomo è morto per una occlusione intestinale che, secondo i parenti, poteva essere evitata se si fossero accorti in tempo dell’esistenza del tumore. Di qui la decisione di procedere con una denuncia e ora l’apertura di un’indagine.

