I punti nascita di molti ospedali della provincia di Salerno rischiano di chiudere per il piano di riordino del sistema sanitario regionale. Come riporta “Il Mattino”, sembrerebbe ormai segnato il destino dei reparti di Ostetricia e Ginecologia di Eboli, Cava de’ Tirreni e Mercato San Severino mentre c’è ancora molta incertezza sui casi di Polla, Vallo della Lucania e Sapri. La Regione Campania non ha fatto altro che appellarsi a quanto riportato nel decreto 49 del 2010 che indicava il numero minimo di parti che i nosocomi devono effettuare per garantire precisi livelli di qualità. Per questo motivo furono avviati i lavori di accorpamento delle unità operative o di potenziamento delle unità di quelle strutture situate vicino a plessi operativi dimessi. Considerate tuttavia le distanze e le caratteristiche di alcune aree della Campania, si decise di concedere una deroga ai presidi di Piedimonte Matese, San Rocco di Sessa Aurunca, Immacolata di Sapri e Vallo della Lucania. Tale idee furono poi recuperata e presentate dalla Giunta Caldoro che aveva in mente di traferire i centri di Fucito e Cava presso l’ospedale Ruggi d’Aragona.

