Salerno: produzione castagne -90%, la crisi è profonda

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Il 2016 sarà ricordato come l’annus horribilis non solo per il miele, l’olio di oliva e altri prodotti agricoli, ma soprattutto per la produzione di castagne che accusa un autentico pugno nello stomaco con una flessione del 90%. Un autentico disastro che fa scattare l’allarme di Coldiretti che il prossimo 6 ottobre terrà un summit a Roccadaspide con produttori e amministratori per trovare una via di fuga a questa profonda crisi. La provincia di Salerno accusa maggiormente il danno economico in quanto conta il maggior numero di aziende agricole e la più ampia superficie investita a castagneti (6mila ettari) tra la zona a ridosso dell’Irpinia, dove vengono prodotte la Castagna di Serino e il Marrone di Roccadaspide.

Alcune proposte sono già state avanzate alla Commissione regionale Agricoltura, al fine di ripristinare il potenziale agricolo danneggiato da calamità naturali e offrire servizi di consulenza. “Quest’anno, oltre al cinipide galligeno del castagno – spiega il direttore di Coldiretti Salerno, Enzo Tropiano – abbiamo avuto condizioni climatiche molto sfavorevoli che hanno contribuito a ridurre fino al 90% la raccolta, al minimo storico. E’ una situazione che ovviamente colpisce non solo i produttori castanicoli ma tutta la filiera, con diversi migliaia di posti di lavoro che non potranno essere creati e con molte aziende che faticheranno a produrre il reddito minimo indispensabile per sopravvivere. E’ necessario attivare indennizzi compensativi”.

Ancora una volta l’Italia dovrà ricorrere a importazioni di un prodotto agricolo da sempre l’emblema del nostro territorio in periodo autunnale. La crisi dei raccolti favorirà l’arrivo sulle nostre tavole di castagne spagnole, slovene e turche, con il rischio di essere spacciate per Made in Italy. Le perdite economiche, nel solo settore agricolo, superano i 50 milioni di euro.

Luigi Ciamburro