«Procedure di ascolto che non possono essere ritenute affidabili e che potrebbero avere indotto i minori al travisamento dei fatti»: sono queste le conclusioni a cui sono giunti i periti nominati dai giudici della Corte d’Appello nell’ambito del processo di secondo grado a carico dei presunti protagonisti di uno squallido giro di pedofilia ai danni di tre fratellini dalla tenerissima età, consumatosi nel cuore della città tra il 2006 e il 2008. Sono
stati proprio i legali degli otto imputati, gli avvocati Agostino Allegro, Orazio Tedesco, Stefania Pierro e Pina Strada, a chiedere ad apertura del processo d’appello, la rinnovazione del dibattimento e la nomina di un collegio di periti. Le conclusioni dei consulenti sembrano ribaltare l’esito del procedimento di primo grado quando, dopo una lunga istruttoria, scattarono condanne esemplari per gli imputati.
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