Salerno. Il mistero del ragazzo giunto dalla Libia

Arrestato a Castel San Giorgio, fu accusato di detenzione di armi a scopo terroristico, dopo il ritrovamento di alcune foto che ritraevano armi da combattimento, all’interno di due schede di memoria sim. E' irreperibile

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«Sono nato in Sudan ma ho sempre vissuto in Libia. Sono giunto in Italia da un mese e mezzo, raggiungendo Salerno in compagnia di un amico, conosciuto durante la traversata». Inizia così la deposizione di Essam Mohamed Al Wakil, il ragazzo sudanese di 21 anni, arrestato lo scorso luglio a C.S. Giorgio mentre tentava di entrare in un appartamento. Essam oggi è irreperibile, ha salutato e ringraziato il suo avvocato, Alfonso Sarno, per poi dileguarsi nel nulla. Fu accusato di detenzione di armi a scopo terroristico, dopo il ritrovamento di alcune foto che ritraevano armi da combattimento, all’interno di due schede di memoria sim. I carabinieri gliele trovarono subito dopo averlo arrestato, insieme ad una decina di foto tessere raffiguranti uomini e donne di nazionalità araba. Al pm dell’Antimafia Rocco Alfano, il giovane ha raccontato stralci della sua vita, alcuni dei quali difficili se non impossibili da verificare

«Per giungere in Italia ho dovuto pagare una persona, un libico, che mi ha trasportato qui corrispondendogli 1500 euro, partendo da Zuar, una località localizzata in un porto dove c’erano molte imbarcazioni, ma prima dell’imbarco, io ed altre persone, molte persone, eravamo stipate in un appartamento». Sull’identità delle persone ritratte nelle foto che possedeva: «Vivono in Libia e sono persone a me care, di cui ho custodito le foto per conservarne il ricordo». Il giovane non avrebbe tuttavia spiegato la provenienza di quelle armi, come mitragliatori, fucili e pistole, ritratte in foto: «Non so nulla in merito. Non ricordo più niente. Queste foto mi sono state passate con il blootouth ma non sono in grado di aggiungere niente nel particolare, perché sono molto confuso, non so neanche dove mi trovo».

Condannato a più di 3 anni dal tribunale di Nocera Inferiore per quel tentato furto, la pena del 21enne fu ridotta ad un anno in Appello a Salerno, con la remissione in libertà. Essam Mohammed ringraziò il suo avvocato – come racconta lui stesso – per poi sparire. Giorni prima del suo arresto fu visto anche a Nocera Inferiore, con fare sospetto nei pressi di un bar. Preso in custodia dai vigili urbani, sarebbe riuscito inspiegabilmente a scappare. Per poi essere arrestato qualche giorno dopo. Di lui oggi non c’è traccia, eccezione per i tanti dubbi lasciati dietro quella testimonianza collegata alla sua origine e a quanto portava con sé in tasca, come quella serie di foto tessere che lasciarono ipotizzare un giro di contraffazione di documenti.

Nicola Sorrentino