Senza ossigeno e con una patologia invalidante che la costringe su una sedia a rotelle.
Brutta disavventura quella di una donna di 73 anni di Salerno che si è ritrovata a fare i conti con l’assenza di bombole d’ossigeno perché il medico che la teneva in cura era andato in ferie.
A raccontare la storia, pubblicata sull’edizione odierna del quotidiano La Città, è stata la nuora 40enne. La signora, secondo le ricostruzioni, soffre di una fibrosi polmonare causata da sclerodermia (una patologia invalidante perché la costringe sulla sedia a rotelle e, soprattutto, perché necessita di ossigeno per compiere qualsiasi tipologia di movimento). L’impossibilità di deambulare senza affannarsi, di compiere qualsiasi gesto senza ricorrere all’ossigeno ha fatto si che la 73enne abbia avuto sempre assistenza medica a domicilio, così come consegna di bombole. Tutto procedeva al meglio, fino a quando non è arrivato agosto e il medico non è andato in ferie.
Secondo il racconto della nuora della 73enne, infatti, pare che l’Asl abbia spiegato alla famiglia che, andando in ferie il medico, non c’era il sostituto che poteva firmare per il rinnovo dell’autorizzazione.
La paziente, insomma, scaduta l’autorizzazione avrebbe dovuto rivolgersi in farmacia per ottenere le bombole d’ossigeno stesse. Con la risultante che quelle presentano un contenuto di gas nettamente minore che tende quindi a finire subito.
Insomma, una vicenda che gli stessi familiari hanno definito “assurda”. La famiglia, però, non si è arresa. E si è rivolta all’ospedale Da Procida. Lì, dopo visita, la 73enne ha riottenuto l’autorizzazione al recupero di bombole d’ossigeno. Tutto si è insomma concluso nel migliore dei modi, ma i malumori sono rimasti.

