“Non c’è nessun accordo collusivo tra la parte imprenditoriale e quella politica”. È stato categorico il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, intervenuto in tribunale a Salerno per rendere dichiarazioni spontanee nell’ambito del processo Crescent (il complesso immobiliare sul lungomare salernitano, ndr), nel quale l’ex sindaco di Salerno è imputato per falso ideologico, abuso d’ufficio e reati urbanistici. “Volendo forzare la realtà- ha proseguito De Luca – si è arrivati a dei paradossi. Siamo di fronte a forzature. La manovra urbanistica aveva l’unico obiettivo di riqualificare un’area degradata di Salerno. Mi colpisce che in questo procedimento non c’è nessun riferimento allo stato in cui versava quell’area. Noi volevamo modificarla”.Il processo Crescent, dopo l’udienza di oggi, si avvia verso la conclusione. A settembre sono in programma le controrepliche, dopodiché è prevista la sentenza. “La tesi dell’accusa, invece, – ha concluso De Luca – è che dieci anni di anni di manovre urbanistiche avevano come obiettivo essenziale, se non unico, quello di apportare un ingiusto vantaggio a un imprenditore”.

