Salerno capitale, difficile da fare…

«Una legge per Salerno capitale». La proposta di De Luca jr: per cinque mesi sede del governo, merita il riconoscimento. L’iniziativa alla Camera del deputato dem: «Ridiamo giustizia e dignità a un periodo spesso dimenticato». Il prof Cavallo «Buona idea ma difficilmente realizzabile».Salerno Capitale è la dicitura colloquiale ed enfatica, che si riferisce al periodo di cinque mesi della storia d’Italia, durante la seconda guerra mondiale, in cui Salerno dall’11 febbraio al 15 luglio 1944 fu sede provvisoria del governo italiano[1]. Salerno, come prima Brindisi, fu capitale esecutiva e legislativa ma non fu mai proclamata capitale costituzionale, che restò quindi formalmente sempre Roma.Nel settembre del 1943, durante la seconda guerra mondiale, la città di Salerno (e la costa del suo golfo, fino ad Agropoli) fu teatro del cosiddetto Sbarco di Salerno ovvero dello sbarco a Salerno: con questa operazione gli Alleati accedevano alla costa tirrenica della penisola italiana ed aprivano la strada per avanzare verso Roma. «A decorrere dalle ore 0.00 del giorno 11 febbraio 1944, l’esercizio di tutti i poteri dello Stato, viene riassunto dal Governo Italiano nei seguenti territori sin qui sottoposti all’Amministrazione Militare Alleata”. Con queste parole, il Re d’Italia Vittorio Emanuele III sancisce la riassunzione dei poteri, da parte del Governo italiano, sui territori liberati dall’occupazione tedesca. E al contempo, è questo l’ultimo atto del ‘Governo dei sottosegretari’, costituito a Brindisi nell’estate del 1943 per guidare il Regno del Sud, e il primo decreto emesso a Salerno. “Le Nazioni Unite – scrive il Maresciallo Pietro Badoglio nel decreto ufficiale – aderendo alla richiesta del governo, hanno disposto che la maggior parte del nostro territorio sinora occupato dalle forze alleate ci sia restituito. Pertanto, tutti i territori della penisola, a Sud dei confini settentrionali delle province di Salerno, Potenza e Bari ritornano all’amministrazione italiana»