Salerno, al convegno su Craxi, trionfa Caldoro…

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Nel senso che tutte le attenzioni mediatiche erano per lui, non tanto e non solo per la nota e vecchia militanza socialista. Il motivo vero, ieri sera a Salerno, era per le dichiarazioni, puntualmente arrivate, sugli interrogativi sorti, tramite Lega, sulla sua terza consecutiva candidatura a Governatore della Campania – i precedenti la fotografano come una sorta di bella con De Luca dopo una vittoria e una sconfitta a testa. ”La mia candidatura in discussione ? Beh, allora guardate quello che accade nel centro sinistra con il Presidente uscente, caso unico in tutta Europa, che viene messo in discussione per non parlare di quello che accade nel Movimento 5 Stelle”. Insomma una risposta-non risposta, del tipo da noi ci sono casini ma da altre parti mica scherzano. Per quel che ha riguardato il convegno, storica e stoica comprensibilissima difesa di Craxi da parte della figlia Stefania, che sta girando l’Italia per ricordare a tutti chi è stato il padre a vent’anni di distanza dalla morte in esilio. Andrea Marino, storico ed autore del Volume ‘La Campania dei partiti’ ad introdurre il tema. “Quella socialista fu, a Salerno, una stagione di grandi interventi, con Giordano sindaco galantuomo. Molte delle intuizioni sono continuate negli anni” . Conte senior, invecchiato ma lucidissimo nelle analisi, ha ricordato quel tempo politico che fu, quando il garofano conquistò alla grande anche la nostra provincia e fece un balzo avanti in regione, testimoniato per sempre nell’archivio delle immagini dallo spot elettorale in scia Sullutrone – facente rima a quel tempo con Aiazzone e relativo spot di diversa natura – che sorvolava in elicottero il bacino elettorale più che il territorio. Maraio, attuale segretario nazionale, ha rivendicato ancora una volta che quella dei socialisti è un’altra storia, unica nel suo genere, e che il partito è vivo e pronto alle prossime sfide. In sala socialisti di ieri ed oggi. Salvatore Aversano, i consiglieri provinciali Guzzo e Ruberto, il consigliere comunale di Salerno Massimiliano Natella. E proseguendo Giovanni Iuorio  e Salvatore Bottone. Gli ex senatori Andrea De Simone ed Eva Longo, il sindaco di Pellezzano Francesco Morra,  Salvatore Memoli e Aniello Salzano. Pontecagnano rappresentata da Giglio, Zoccoli, Malangone, Ferraioli, Ferro,  Lamberti, Giuliano, Vergato ed Elia. Non sfuggono altre presenze di diversa geografia. Pastore, Tonino Conte, Pasca. Dall’ Agro Fattorusso di Angri, il nocerino caldoriano Buonfiglio e Iannello. Ma riportare i socialisti all’unità resta la vera utopia, al momento un desiderio nemmeno tanto condiviso dalle varie anime. Per indole si scindono, in questo sono simili alla sponda di nascita, ovvero dalla sinistra. Ma oltre a scindersi, hanno fatto di peggio. Alcuni a destra, altri a sinistra. Per votarli bisognerebbe fare uno sforzo notevole, anche se il tempo del naso turato non appare adattabile alla seconda Repubblica e mezza. La politica dei due forni s’è trasformata in quella della doppia collocazione, un passo indietro nell’album di famiglia della sinistra che nemmeno la buonanima di Craxi avrebbe voluto, pur prendendo decisioni dolorose e pesanti che portarono allo strappo con Berlinguer, al Caf e al diventare ago della bilancia, trasformandosi nell’imitazione della non migliore DC.