Mentre la data delle elezioni regionali del 23 novembre si avvicina, il Partito Democratico in Campania è ancora alla ricerca di un candidato per guidare il centrosinistra. Un ritardo che sta generando malumori interni e preoccupazioni strategiche, soprattutto alla luce del commissariamento che da mesi paralizza l’azione politica del partito sul territorio.
L’eurodeputato intervistato dal Corriere del Mezzogiorno si dice d’accordo solo in parte con le recenti dichiarazioni del presidente Vincenzo De Luca, criticando il protrarsi del commissariamento del partito e auspicando una nuova classe dirigente che possa esprimere una linea chiara. “Serve un congresso, un partito del territorio, con una lista forte e poi andiamo a vincere anche le politiche”, dichiara.
Il tempo stringe: servono scelte immediate
Il PD è chiamato a scegliere entro luglio il proprio candidato. “Siamo in ritardo, lo penso anche io”, afferma l’eurodeputato, sottolineando l’urgenza di smettere di “tirare la corda” e iniziare la campagna elettorale. Anche a Napoli, fa notare, il centrosinistra è rimasto indietro nella scelta del candidato, a differenza di altri schieramenti più pronti.
Eppure, all’interno del partito regna ancora la confusione: i tentativi di confronto con la base sono scarsi, e la gestione commissariale rallenta ogni tipo di decisione. “Non possiamo continuare a tenere in ostaggio il Partito Democratico”.
I rapporti con Conte e Schlein
Mentre a livello nazionale Giuseppe Conte ed Elly Schlein sembrano non essersi ancora confrontati, l’eurodeputato auspica un dialogo concreto e una convergenza tra PD e M5S in Campania. Ma avverte: “Ogni territorio ha le sue peculiarità. Non possiamo adattare modelli da altre regioni”.
Un Sud da difendere
Centrale nell’intervista anche il tema del Mezzogiorno: il PD è chiamato a fare della difesa del Sud una battaglia strategica, puntando su un’organizzazione radicata e coerente con i valori del partito. “Ci vuole un partito che pratica democrazia interna e che sappia scegliere prima di tutto le persone migliori per vincere”, afferma.
Il quadro appare ancora incerto, ma il messaggio è chiaro: il tempo delle attese è finito. Il Partito Democratico in Campania deve uscire dalla fase commissariale, scegliere il suo candidato entro luglio e ripartire da un congresso vero, capace di restituire dignità e forza politica a un partito che rischia l’irrilevanza.
“Ci può stare tutto, tranne i veti. La partita ora è da giocare rapidamente. Non possiamo più aspettare”.

