Roma ha scelto il suo sindaco: è Virginia Raggi

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Virginia Raggi è il 18esimo sindaco di Roma. 67,2% la percentuale di preferenze, contro il 32,8 di Roberto Giacchetti. E lo scossone, tra i big, c’è stato tutto. Roma passa, dopo anni di governo di centrodestra e centrosinistra, nelle mani degli esponenti del partito di Peppe Grillo.

Per molti è stata una doccia fredda, per tanti altri invece un risultato più che scontato: Virginia Raggi, movimento 5 stelle, ha battuto il suo rivale Roberto Giacchetti con un’altissima percentuale. Nonostante sia stata da molti giudicata inesperta, il suo programma ha convinto una buona parte dei romani al punto da sostenere nelle urne il suo nome.

Mobilità alternativa e potenziamento della differenziata, task force sugli appalti e semplificazione amministrativa, introduzione delle nuove tecnologie per l’amministrazione e i servizi al cittadino, riorganizzazione del corpo di Polizia Municipale, investimenti nelle politiche sociali, superamento dei campi rom e investimenti nell’edilizia scolastica: questi i tratti salienti del suo programma, che potrebbe essere rispettato tutti anche e, soprattutto, con una riorganizzazione della spesa pubblica della Capitale. Avvocato civilista di professione, 38enne, ha un diploma di maturità scientifica e una laurea in Giurisprudenza a Roma Tre. Sposata con Andrea Severini, regista radiofonico e attivista pentastellato che riuscì a trascinarla con se ai meeting grillini. Ha un figlio di 7 anni, Matteo. Nel 2011 siede tra gli scranni dell’Aula Giulio Cesare, occupandosi principalmente di scuola. Alle elezioni ha parlato di legalità, onestà, trasparenza ripetendo a più riprese l’hashtag #CoRAGGIo. La sua campagna elettorale è stata ricca di colpi di scena, che hanno riguardato il tirocinio nello studio di Sammarco, fratello di colui che difese Previti, Berlusconi e Dell’Utri, il contratto firmato con la Casaleggio e Associati che prevede la multa salatissima per chi dissente dal movimento, incarichi ricevuti dall’Asl di Civitavecchia e mai dichiarati. Nonostante tutto, Roma l’ha scelta. E per i pentastellati questa è la vera occasione di riscatto. Già raggiunto a metà.