Roccapiemonte. Teneva la famiglia in ostaggio: condannato, andrà in un casa di cura

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Condannato per lesioni. E poi, ricoverato presso una struttura specializzata. E’ la sorte alla quale è stato destinato un quarantenne di Roccapiemonte, condannato ad un anno e sei mesi di reclusione dal gip Alfonso Scermino, al termine dell’udienza preliminare tenuta nella giornata di mercoledì. Il magistrato ha anche disposto per l’imputato la prescrizione di un ricovero presso una struttura specializzata a tempo indeterminato. Già interessato da alcuni trattamenti sanitari specifici, il 40enne aveva cominciato a dare di matto in seguito alla scomparsa del padre. Si sarebbe mostrato violento con tutti gli altri familiari, minacciandoli di morte e di fatto terrorizzandoli. «Ora ti uccido come in televisione – fu una delle frasi raccolte e verbalizzate dai carabinieri – questa è la fine che fai, tanto pure se ti uccido che mi fanno. Mi mettono in galera, lì mangio e bevo, mi sistemo e non mi succede niente». Uno sfogo, questo, rivolto alla madre.

Poi fu la volta della sorella, anch’ella minacciata. E infine della casa, con l’uomo che spesso sfogava la sua rabbia su mobili e altri oggetti. Proprio la sorella finì suo malgrado coinvolta dalla violenza del fratello maggiore. Insultata per non aver terminato le pulizie, poi minacciata di morte: «Devo ucciderti con le mie mani». Il 40enne l’avrebbe stretta al muro con un tavolo, con la vittima a urlare disperata e a invocare aiuto. L’intervento di una vicina riportò la tranquillità, così come quel Tso disposto dal personale del 118, accorso sul posto. Le successive denunce fecero il resto, con l’apertura di un procedimento penale, al termine del quale il 40enne rocchese è condannato qualche giorno fa. Oltre alla condanna, sarà ora ricoverato presso una casa di cura specializzata