Si appropriò di un’auto, approfittando della distrazione fatale, oltre che dell’ingenuità del proprietario. Ma i giudici gli hanno ridotto la pena in secondo grado, derubricando il reato da rapina a furto. E’ quanto deciso dalla Corte d’Appello di Salerno nei confronti di Luigi Cuomo, 31enne volto noto alle forze dell’ordine, protagonista di un episodio risalente al 2010 e avvenuto a Roccapiemonte. L’auto della quale si appropriò era parcheggiata fuori ad una tabaccheria, accesa e pronta a partire. Cuomo si fiondò dentro, ma il proprietario se ne accorse dopo qualche secondo. Provò a rincorrerla, ma non ci riuscì. I carabinieri, allertati al telefono dalla vittima, piombarono sul luogo dell’episodio ma intercettarono l’auto a Nocera Inferiore, nella zona di Villanova. Cuomo fu arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari. La contestazione iniziale fu di rapina, perché secondo una prima attività investigativa, il proprietario dell’auto aveva tentato di bloccare la fuga del nocerino, aggrappandosi alla sua automobile. Senza successo. Circostanza che portò i giudici a condannare in primo grado Luigi Cuomo a due anni e quattro mesi. La pena è stata ridotta di un anno in secondo grado, grazie ad accertamenti successivi che smentirono la circostanza della rapina, facendo derubricare il reato in furto. La vittima infatti non riuscì mai ad avvicinarsi all’auto, che tra l’altro risultava anche accesa. Il 31enne era difeso dall’avvocato Gregorio Sorrento

