La questione è semplice: l’alzaferetro non ci passa.
E i disagi, misti al forte dolore, raggiungono picchi esponenziali.
È una situazione a dir poco paradossale quella che da mesi si verifica nel cimitero di Roccapiemonte. Alla base del disagio, però, non ci sono le problematiche relative ai fiori o all’elettricità alle lampade votive bensì al macchinario che consente di elevare un feretro per collocarlo nella nicchia destinata. A sollevare la questione è stata, in particolare, il consigliere comunale Gerarda Torino. L’avvocato rocchese, infatti, in un lungo sfogo affidato ai social, ha manifestato le sue grosse perplessità sulla vicenda puntando l’attenzione soprattutto sul disagio che si vive in determinate circostanze, in quei casi in cui il dolore prende il sopravvento su tutto e lascia, davanti all’evidenza, uno sconforto ancora maggiore.
“Purtroppo per qualcuno – le parole della Torino – questa è la mia delega dal 23.2.2016. L’alzaferetri, acquistato qualche anno fa, e costato ai cittadini circa 14mila euro, è inutilizzabile per problemi di misure! Nun ce passa!
Giaceva in bella vista all’ingresso del nostro Cimitero Comunale alla data del mio primo sopralluogo da delegata.
Stiamo cercando da mesi, grazie anche alla collaborazione costante di chi lavora, di ottenerne la sostituzione dal fornitore. Certo intanto adesso ‘manca un pulsante, manca qualche manopola..pazienza’! La mancanza di rispetto dei defunti è la peggiore espressione di una società civile smarrita e sapientemente avvelenata. L’attenzione e la vigilanza per le spese, somme e costi investiti dall’amministrazione è mio compito e dovere”.

