Roccapiemonte, chiarimenti del sindaco Pagano sul piano industriale rifiuti

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 Corrisponde al vero che questa Amministrazione ha approvato, nello scorso Consiglio Comunale del 23 aprile, il nuovo Piano Industriale per la gestione integrata dei rifiuti e dei servizi di igiene urbana per un importo di circa 2 milioni e 80 mila euro. Questo importo, però, comprende una serie di servizi aggiuntivi non previsti nei piani precedenti, e include, altresì, ogni spesa che l’Ente dovrà sostenere ma, soprattutto, gli oneri per la realizzazione di un centro di raccolta comunale. Quest’ultimo, è il caso di ricordarlo e rimarcarlo, era uno degli obiettivi che ex assessori si erano prefissati ma che non sono riusciti a realizzare nel corso del proprio mandato amministrativo.
In primo luogo, va verificata la circostanza della chiusura del mandato della scorsa amministrazione con un piano rifiuti da 1,6 milioni. La cifra indicata, infatti, è stata oggetto di diversi “ritocchi”, attese le non precise contabilizzazioni di alcune voci nello stesso. Basti ricordare, infatti, un calcolo errato delle caditoie conteggiate nell’appalto (250) rispetto a quelle esistenti (1.400), oppure strade da spazzare conteggiate per un solo lato. Tanto è vero, che l’ultimo appalto concluso sotto la precedente amministrazione è stato oggetto di alcune rettifiche degli importi di aggiudicazione e, di conseguenza, del costo del servizio pari a 100 mila euro circa a carico dei cittadini, cui vanno aggiunti i costi di discarica. Anche il primo appalto aggiudicato da questa Amministrazione è avvenuto sulla base del Piano Industriale ereditato, provvedendo ad aggiornare solo quelle voci palesemente non veritiere. Infatti, il costo del servizio era di circa 1 milione 250 mila euro, al netto dell’IVA. Anche in questo caso, però, vanno evidenziate alcune imprecisioni derivanti dalla mancata contabilizzazione di alcuni servizi e/o attrezzature, indicati nel piano ma non quantificati, nonché dalla non corretta determinazione del prezzo finale dell’appalto. A questi vanno aggiunti gli oneri di discarica, pari a circa 400 mila euro oltre l’IVA, ed al costo di un professionista esterno per il controllo dell’esecuzione del contratto. È facile fare il conto, quindi, che il costo del servizio ereditato era di circa 1 milione 835 euro, invece di 1 milione 600 mila euro come asserito da qualche componente della precedente amministrazione comunale.
Come non è vero che l’Amministrazione che mi onoro di guidare abbia abbandonato l’idea di ridurre il costo del servizio a carico di cittadini e operatori economici. Infatti, la realizzazione di un centro di raccolta è finalizzato proprio ad una riduzione dei costi, a medio e lungo termine, del servizio con conseguenti benefici sulla collettività. Per me, questa, è programmazione. Non è vero neanche che paghiamo più di quanto pagavamo per il Consorzio visto che il Comune si è opposto in sede giudiziale al Consorzio stesso per evitare il riconoscimento di sostanziosi oneri a conguaglio che, in caso di soccombenza, consisterebbero in un grave danno per le casse dell’Ente e che ricadrebbero, inevitabilmente, sulle tasche dei cittadini.
Non corrisponde al vero infine neanche il dato espresso sempre da un componente della precedente giunta amministrativa che il comune di Castel San Giorgio “paghi meno di noi”: il piano industriale approvato dal comune limitrofo, infatti, è pari a complessivi 2 milioni 286 mila euro, 200 mila euro più di quello di Roccapiemonte. Ciò indipendentemente da come è organizzato il servizio nel comune di Castel San Giorgio, già dotato di centro di raccolta e di cui se ne propone il solo adeguamento ad un costo logicamente minore. Penso che non ci sia altro da aggiungere e replicare a chi, nonostante abbia ricoperto il ruolo di assessore in un settore così delicato e ben consapevole delle difficoltà operative che ogni giorno ci si trova ad affrontare, si sia lanciato in affermazioni così poco qualificanti. In conclusione va segnalato in consiglio il voto di astensione sul Piano Industriale dei rappresentanti dell’opposizione che nulla han trovato da obiettare in merito, e che l’assessore Terrone ha votato contro seguendo una sua personale linea di cui si era gia’ ampiamente discusso nelle sedi opportune.