Giornata cruciale per la politica campana: Roberto Fico verrà proclamato ufficialmente presidente della Regione Campania, chiudendo dopo dieci anni la lunga stagione deluchiana. «Non vi nascondo l’emozione. Lavoreremo con il massimo impegno e senso di responsabilità per la nostra comunità», ha dichiarato il nuovo governatore sui social alla vigilia della proclamazione avvenuta questa mattina presso l’ufficio centrale regionale della Corte d’Appello.
Da oggi Fico acquisisce formalmente i poteri di firma: un passaggio che segna l’avvio operativo della nuova amministrazione. Intanto, tra una settimana, verranno proclamati anche i nuovi consiglieri regionali e – salvo accelerazioni – la giunta potrebbe essere varata entro Natale. Resta da capire se ci sarà una cerimonia di passaggio di consegne con l’uscente Vincenzo De Luca, magari con una foto simbolica che sancisca l’inizio della nuova era, la prima a guida grillina a palazzo Santa Lucia.
L’agenda del nuovo governatore
Con l’ufficializzazione dell’incarico si apre anche la fittissima agenda istituzionale di Fico. Subito dopo la proclamazione, il governatore ha partecipato all’inaugurazione dello spazio d’ascolto per le vittime di violenza di genere nella sala Arengario del Palazzo di Giustizia, insieme al prefetto, al sindaco, alla presidente della Corte d’Appello Maria Rosaria Covelli e al procuratore generale Aldo Policastro.
Il pomeriggio è stato dedicato alla presentazione del dossier regionale sulle povertà 2025 della Caritas a Caserta, alla presenza del presidente della Cei campana, Antonio Di Donna. Giovedì, invece, tappa romana: in programma incontri con i vertici nazionali di Pd e M5S, prima della partecipazione ad Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia, per un confronto sul tema dei fondi di coesione. Una prima uscita pubblica da governatore sulla scena nazionale che darà indicazioni sui rapporti che Fico vorrà instaurare con il governo.
La nuova giunta: i nomi sul tavolo
La formazione della squadra di governo è ormai a uno step decisivo. I criteri sono chiari: no ai consiglieri eletti e no ai candidati sconfitti; sì a una squadra che rispecchi un modello amministrativo «nazionale» e non più ancorato ai localismi. Un segnale diretto ai partiti, chiamati a una selezione più tecnica e meno territoriale.
Tra le caselle considerate quasi certe, quella del vicepresidente, che dovrebbe andare al dem Mario Casillo, con una delega di peso, probabilmente ai Trasporti. Per il Pd circolano anche i nomi del sindaco di Portici Enzo Cuomo e di Anna Riccardi.
Dalla componente deluchiana arrivano le pressioni per inserire Fulvio Bonavitacola ed Ettore Cinque. Se per il secondo, tecnico vicino a De Luca, non ci sarebbero ostacoli, su Bonavitacola peserebbe l’identificazione eccessiva con la precedente amministrazione. Alla fine, potrebbe entrare solo Cinque, mentre Lucia Fortini e Luca Cascone, entrambi eletti consiglieri, resterebbero automaticamente fuori.
Per la quota Fico-M5S i nomi in valutazione sono: la parlamentare Gilda Sportiello, Paolo Siani alla Legalità, Laura Valente alla Cultura, Gerardo Capozza – figura vicina a Giuseppe Conte – e l’ex ministro Pecoraro Scanio all’Agricoltura.
Tra i socialisti c’è il pressing per il segretario nazionale Enzo Maraio, sul quale però pesa ancora l’etichetta “deluchiana”. Per i Verdi è sul tavolo il nome di Fiorella Zabatta, mentre per l’area renziana circolano Angelica Saggese e Caterina Miraglia, con la prima considerata più probabile.
Resta infine il nodo interno alla lista Noi di Centro, dove il gruppo di Noi Sud rivendica un ruolo nelle scelte e non l’esclusiva dell’indicazione a Clemente Mastella.
Il centrodestra prepara le sue scelte
Parallelamente, a Roma si è tenuto il vertice del centrodestra regionale con Edmondo Cirielli, insieme ai rappresentanti di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Sul tavolo, le quattro cariche spettanti all’opposizione: vicepresidente del consiglio regionale, questore, segretario e presidente della commissione Trasparenza. La prima scelta dovrebbe andare a FdI, poi a seguire FI, Lega e la lista Cirielli. Ancora da definire invece il ruolo di capo dell’opposizione: Cirielli resterà per ora in consiglio regionale, in attesa dei termini definitivi sull’opzione con il seggio alla Camera.
Con la proclamazione di oggi, dunque, in Campania si apre ufficialmente un nuovo ciclo politico, tra attese, equilibri da costruire e una giunta che si preannuncia centrale per definire il modello di governance che Fico intende imprimere nei prossimi anni.

