Ritrovato Sebastiano Nastro: la storia si conclude con un lieto fine

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Era scomparso da lunedì 19 maggio Sebastiano Nastro, classe 1984, originario di Pagani e grande tifoso della Paganese. Affetto da una patologia che provoca disorientamento e difficoltà cognitive, si era allontanato da casa senza farvi più ritorno, facendo perdere le sue tracce per giorni.

A raccontare quanto accaduto era stato il cognato, che insieme alla famiglia aveva immediatamente lanciato l’allarme: «Lunedì sera, intorno alle 12, non lo abbiamo visto rientrare. Lui assume quotidianamente dei farmaci e solitamente torna a casa la sera. Lo abbiamo chiamato: il telefono squillava, ma non rispondeva. Poi ha risposto, in stato confusionario. Diceva di trovarsi in Piazza Sant’Alfonso, ma parlando con un passante a cui ha consegnato il cellulare, abbiamo scoperto che era a Ponticelli. Dopo quella telefonata, più nulla. Il telefono squillava ma non rispondeva, si sentiva solo il rumore dei suoi passi: lo aveva in tasca mentre camminava».

Nonostante un sopralluogo nella zona e la denuncia formale ai Carabinieri di Pagani, Sebastiano non era stato subito rintracciato. La famiglia, preoccupata, aveva spiegato che non era mai successo prima un allontanamento così prolungato. Alcune segnalazioni avevano indicato una possibile presenza tra Barra e il centro di Napoli. Un avvistamento era stato registrato martedì sera nei pressi dell’Ospedale del Mare, ma non aveva avuto riscontro certo.

L’associazione Penelope, specializzata nella ricerca di persone scomparse, si era attivata per supportare la famiglia, mentre anche il sindaco di Pagani aveva diffuso l’appello sui social. La famiglia, in particolare, si era rivolta al mondo ultras della Campania e del Lazio, confidando nella solidarietà della rete di tifosi vicini a Sebastiano.

Oggi, finalmente, la buona notizia: Sebastiano è stato ritrovato al Vomero, a Napoli. Sta bene ed è stato affidato alle cure dei sanitari per gli accertamenti del caso. Un sospiro di sollievo per la famiglia e per tutta la comunità che in questi giorni ha seguito con apprensione la vicenda. Una storia che si chiude nel migliore dei modi, grazie alla mobilitazione collettiva e alla tenacia dei suoi cari.