Non avevano colpe i 9 medici finiti sotto indagine, dopo un’operazione di parto che rischiò quasi di uccidere una donna di 40 anni e il suo bimbo. Il gip del tribunale di Nocera Inferiore, Giovanna Pacifico, a seguito di una camera di consiglio e aver raccolto le istanze di accusa e difesa, ha prosciolto dal reato di lesioni gravi 9 camici bianchi dell’Umberto I. Tra questi, il primario di ginecologia e parte della sua equipe, insieme ad infermieri che ebbero in cura la paziente. La vicenda è datata 2012, quando una donna, di professione avvocato e di circa 40anni, giunse in ospedale per partorire attraverso un cesareo. Durante l’operazione sorsero però delle complicazioni, come una forma di epilessia che aggravò di molto la situazione della paziente. I medici le praticarono una isterectomia totale, con asportazione dell’utero. Il bimbo che nacque da quel cesareo presentò una forma di “sofferenza fetale”. Circostanze finite in una denuncia sporta dalla donna, che avrebbe rischiato di morire, oltre a segnalare possibili complicazioni con il passare degli anni per il proprio figlio. Oltre che per lei, nell’immediato. Seppur in buone condizioni, la stessa paventò “conseguenze di tipo neurologico” per il proprio figlio, proprio in seguito a quella sofferenza fetale emersa durante le fasi del parto
Dopo la respinta di una prima archiviazione avanzata dalla procura, il gip dispose nuove indagini per meglio chiarire le fasi dell’operazione. Secondo la consulenza finale, non ci furono “danni funzionali” nel bimbo. Così come per l’intervento subito dalla donna, ritenuto necessario visto l’aggravarsi del suo stato fisico. Il magistrato non ha dunque potuto fare altro che prosciogliere dalle accuse di omicidio colposo i nove medici dell’Umberto I, tutti in servizio presso il reparto di Ginecologia.

