Riscatto laurea e penalizzazione: cosa significa davvero che i mesi valgono meno

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Riscatto laurea e penalizzazione

Il riscatto della laurea è stato per anni uno degli strumenti più utilizzati per anticipare l’uscita dal lavoro. Convertire gli anni universitari in contributi ha consentito a molti lavoratori di avvicinare la pensione anticipata, soprattutto grazie alle formule agevolate.

Con le nuove regole, però, questo meccanismo viene ridimensionato.


Riscatto laurea e penalizzazione: Cosa cambia

Dal 2032 in poi, i mesi riscattati non spariscono, ma perdono parte della loro efficacia ai fini dell’anticipo pensionistico. In concreto, i periodi riscattati verranno “tagliati” progressivamente nel calcolo dell’accesso alla pensione anticipata:

  • meno 6 mesi nel primo anno
  • meno 12 mesi nel 2032
  • meno 18 mesi nel 2033
  • meno 24 mesi nel 2034
  • meno 30 mesi nel 2035

Questo significa che chi ha riscattato la laurea dovrà lavorare più a lungo rispetto a quanto previsto dalle regole attuali, anche se ha pagato per quei contributi.


Perché il riscatto viene ridimensionato

Il riscatto della laurea, soprattutto nella versione agevolata, ha consentito uscite anticipate con costi contenuti per il lavoratore e oneri rilevanti per lo Stato. La penalizzazione risponde all’esigenza di rallentare il numero di pensionamenti anticipati nei prossimi decenni.

Non è una misura punitiva, ma correttiva. L’obiettivo è riequilibrare il sistema previdenziale nel lungo periodo.


Conviene ancora riscattare la laurea?

Dipende. Il riscatto continua a incidere sull’importo della pensione, perché aumenta il montante contributivo. Ma perde parte della sua funzione principale, cioè anticipare l’uscita dal lavoro.

Per chi è giovane, la convenienza va valutata con maggiore attenzione. Per chi è vicino alla pensione, invece, le nuove regole potrebbero avere un impatto più limitato.


Il rischio di aspettative sbagliate

Il vero problema è il rischio di pianificare la pensione su regole che non saranno più valide. Molti lavoratori hanno riscattato la laurea contando su un’uscita anticipata che ora si allontana.

Da qui l’importanza di aggiornare le proprie simulazioni previdenziali e rivedere i piani di uscita.