Il Rimini scompare dal campionato di Serie C. La FIGC ha ufficializzato la revoca dell’affiliazione al club romagnolo, già messo in liquidazione e gravato da una pesantissima penalizzazione in classifica per inadempienze amministrative. Una decisione drastica che segna la fine anticipata della stagione e lo svincolo automatico di tutti i calciatori tesserati.
La Federcalcio, attraverso un provvedimento firmato dal presidente Gabriele Gravina, ha preso atto della situazione societaria e, nel rispetto delle normative vigenti, ha deliberato la decadenza del tesseramento per ogni componente del Rimini Football Club, sancendo l’esclusione definitiva dal campionato. Di fatto, l’avventura dei biancorossi si chiude a fine novembre, lasciando un vuoto sportivo e umano difficile da colmare.
Il percorso del Rimini era iniziato con enormi difficoltà, segnato da un -16 in classifica per irregolarità nei pagamenti. Numeri che raccontano una stagione travagliata: ultimo posto nel Girone B con un bilancio di tre vittorie, due pareggi e dieci sconfitte dopo quindici turni.
A preoccupare ora è l’impatto sociale della vicenda. Il sindaco Jamil Sadegholvaad ha lanciato un appello affinché venga garantita la continuità dell’attività per il settore giovanile e la squadra femminile, sottolineando come un’interruzione totale rappresenterebbe un danno grave per la comunità, coinvolgendo centinaia di ragazzi, ragazze e famiglie legate ai colori biancorossi.
Una pagina amara per una piazza storica che si ritrova improvvisamente senza calcio professionistico, mentre si apre un futuro incerto fatto di interrogativi, ricostruzione e speranza di ripartenza.

