Pagani, un mese fa sono partiti i lavori nell’ex area polivalente, sono stati rimossi recentemente gli arbusti e, parallelamente, sono andati distrutti i nidi di alcuni volatili.
Il delegato Confesercenti di Pagani Davide Baldi non è d’accordo con questa misura, la consigliere comunale Anna Rosa Sessa, invece, ritiene il pensiero di Baldi come azione strumentale. Augusto Pepe vicesindaco con delega ai lavori pubblici ha spiegato che, prima di rimuovere gli alberi, è stato effettuato uno studio preliminare riguardo le specie arboree esistenti. Non è la prima volta che si sono create polemiche, ne è un esempio il progetto «Ethosland», di cui il Comune di Pagani è diventato ambasciatore, in cui sono state piantate 45 piantine di quercia, lontane dal caotico contesto urbano, che rischiano di «sequestrare carbonio» piuttosto che stoccare il carbonio atmosferico. C’è inoltre la «vasca fioriera», lasciata molte volte a essiccare, in Piazza Sant’Alfonso e inoltre vi è il cosiddetto «tosello istituzionale» in villa comunale, in cui sono stati messi dei chiodi negli alberi per reggere i drappi del tosello. Ora si parla di alberi sradicati all’ex polivalente.

«Alcuni decenni fa – spiega Baldi – i bambini di una scuola della nostra città insieme ai loro insegnanti piantarono all’interno delle aiuole dell’ area polivalente alcuni alberelli che con il passare degli anni sono diventati alberi maestosi che davano ospitalità a decine e decine di nidi di passerotti e merli che, proprio in primavera, nidificano per riprodursi. Mi chiedo e chiedo agli amministratori paganesi: non si poteva collocare questi alberi in altri spazi? Davvero era necessario abbatterli? È possibile che a Pagani, anche quando si riqualifica un’area, non si può fare a meno di deturpare la natura? In un mondo sempre più green tutto questo è inaccettabile. In quell’area – continua Baldi – c’erano 5 alberi ad alto fusto che sono stati abbattuti, più una fila di pini/abeti che delimitavano il perimetro dell’area, anche questi abbattuti, dal mio balcone si vedono ancora gli uccellini saltellare sui rami degli alberi abbattuti quasi come fossero i profughi ucraini o palestinesi che si aggirano tra le macerie delle loro case distrutte dai bombardamenti. Al momento sono state salvate solo palme e Cycas, probabilmente perché ritenute più nobili e forse utili per il successivo abbellimento dell’area».

Sessa, invece, bacchetta Baldi, «credo che sia strumentale questo intervento (di Baldi Ndr) perché quell’area creava non solo disagi alla città ma anche preoccupazioni».

conclude il vicesindaco Augusto Pepe, «durante la fase progettuale è stato eseguito uno studio preliminare riguardo alle specie arboree esistenti. Non sono state riscontrati alberi di particolare pregio naturalistico o specie di alberi protetti sotto tutela. Comunque per la salvaguardia delle specie arboree presenti i tecnici incaricati hanno ritenuto opportuno e utile operare verso il recupero con espianto e messa a dimora di quelle che potevano essere piantate. In aggiunta ci sarà, oltre alla loro piantumazione, un rinverdimento urbano compensativo con alberi di specie autoctone».

