Riflessioni filosofiche per tutelare l’ambiente nel libro di Franco Cuomo

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Quante riflessioni ieri sera alla Ubik di Vico Equense alla presentazione del libro dal titolo “Lo spirito di natura in Costiera Sorrentina”, Nuvole di Ardesia edizioni, scritto da Franco Cuomo, cittadino vicano e coordinatore dell’Associazione Verdi Ambiente e Società Vas.

Anche la Penisola Sorrentina è vittima di abusi reiterati da parte dell’uomo, basta osservare le trasformazioni del territorio per comprenderne la portata.

Le aggressioni ai luoghi diventano sempre più feroci e la capacità dei territori di difendersi sempre minore.

Il libro è dedicato all’ingegnere Esposito con cui Cuomo ha condiviso campagne di sensibilizzazione importanti, e cerca di spronare alla mobilitazione un numero sempre maggiore di cittadini.

Il paradosso della situazione è evidente se si pensa alle innumerevoli tutele previste per il territorio sorrentino, che risulta essere uno dei luoghi più monitorati al mondo, eppure i vincoli previsti saltano grazie a piccole leggi regionali, applicate per aggirare gli ostacoli.

A Vico Equense si può costruire dovunque e chi conosce le norme opportune lo sa, e approfitta anche del fatto che la sovrintendenza non esercita la sua funzione in modo esemplare.

Cuomo si chiede se esista un’etica ecologica per cui l’ambiente diventi un soggetto morale in un Paese fortemente antropizzato.

Il riferimento all’imperativo kantiano è d’obbligo secondo l’autore, con esso s’intende il modello di razionalità da cui hanno origine tutte le esigenze morali.

Per Kant l’essere umano agisce mosso dai comandamenti o imperativi della ragione che ne determinano la morale, intesa come l’insieme dei comandamenti della ragione da cui scaturiscono i doveri. L’imperativo si rifà al principio regolativo della condotta (massima) e si concretizza in un’azione; la massima è soggettiva, l’imperativo categorico è un principio oggettivo, ma è l’intenzione il fulcro della massima.

L’etica del filosofo predilige le massime in cui l’intenzione è fondamentale. Secondo questo schema, le azioni nell’imperativo ipotetico sono soggette alle circostanze, mentre nell’imperativo categorico, l’obbligo è incondizionato per il raggiungimento di un fine ultimo.

Nella visione di Kant la moralità si lega, semplificando, al concetto di giusto che precede quello di buono, perché quest’ultimo ha irrilevanza morale.

Per Cuomo l’ecologia ha il dovere di combattere l’indifferenza che circola libera in società sempre più complesse, dove il profitto stabilisce il tipo di scelte sulla base di considerazioni puramente economiche.

Claudio d’Esposito del Wwf, presente all’incontro, ha sottolineato la drammaticità della situazione della cittadina, primo “porto” della Penisola Sorrentina.

La situazione risulta difficile anche a causa del costo dei ricorsi al TAR che vedono contrapporsi i volontari del Wwf con i privati, questi ultimi a differenza dei primi, dispongono di ingenti somme di denaro da utilizzare sia per le opere che intendono realizzare, sia per le spese legali in caso di controversie.

Quando si parla del periodo attuale si usa il termine antropocene, per indicare il tempo che dalla rivoluzione industriale arriva fino ad oggi, e definisce l’epoca geologica in cui l’ambiente terrestre risulta condizionato dagli effetti dell’azione umana.

L’immagine della Terra osservata dallo spazio ci mostra quanto sia piccolo il luogo che ci ospita rispetto all’universo, e l’importanza di assumere un atteggiamento rispettoso che lo preservi.

Il tempo per concedersi errori e continuare a perpetrare mortificazioni che alterino l’assetto della natura, è finito.

I giovani l’hanno compreso prima degli adulti, che insistono sulla necessità di far comprendere loro quanto sia rilevante la tutela dell’ambiente.

La regione Campania richiede un’attenzione particolare, se si considerano i vari focolai che destano sempre maggiori preoccupazioni, basti pensare alla Solofrana, al Sarno.

Si è svolto il 21 giugno l’incontro per il resoconto della Conferenza di servizio sul GPS in Regione, per valutare gli interventi necessari per arginare l’impatto delle concerie solofrane sul fiume, e i dubbi sono ancora numerosi; intanto è in preparazione un altro ricorso al TAR riguardante i dati sull’acqua che dovrebbero essere stabiliti dalle 14 centraline in azione.

È giunta l’ora di agire con determinazione e consapevolezza, perché come ricorda un Detto indiano: “Gli alberi sono le colonne del mondo. Quando tutti gli alberi saranno tagliati, il cielo cadrà sopra di noi”.