Rifiuti scaricati in mare. Sigilli ai depuratori di Cetara, Ravello e Atrani

Indagati i sindaci

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I Carabinieri del NOE di Salerno e dalla Capitaneria di Porto hanno eseguito tre provvedimenti cautelari che, su richiesta della Procura di Salerno, sono stati emessi dal GIP del Tribunale. Le relative indagini sono state condotte con l’ausilio di speciali mezzi tecnici. E’ stato disposto il sequestro degli impianti di “depurazione – trattamento dei reflui urbani” dei Comuni di Ravello, Atrani e Cetara.

In particolare, i provvedimenti hanno ad oggetto i tre impianti del Comune di Ravello siti in località Sambuco, Cigliano e Boschetto/Marmorata, i due impianti di Atrani ubicati in Piazzale Marinella e Via Dei Dogi, nonché l’impianto di Cetara in località Porto. I nuovi sequestri si aggiungono a quelli già operati negli ultimi mese dalla Guardia Costiera e dal NOE presso gli impianti di depurazione di Amalfi, Praiano e Maiori.

Le indagini e le analisi finora eseguite hanno consentito di accertare che i depuratori comunali dei comuni costieri sversano i reflui urbani in mare senza operare una effettiva depurazione, così immettendo nelle acque sostanze (escherichia, coli, soldi sospesi, bod, azoto, ammoniacale ecc.) in concentrazione superiore rispetto ai limiti tabellari statuiti dal Testo Unico Ambientale e delle altre normative che disciplinano la qualità delle acque.

Tutti gli impianti di depurazione sequestrati sono privi di autorizzazione per lo scarico dei reflui in mare. L’inefficienza dei depuratori ha determinato il conseguente deturpamento delle acque antistanti i Comuni di Ravello, Minori, Atrani e Cetara chiaramente percepibile per la formazione di schiuma in superfice e per la presenza di ampie chiazze marroni oltre all’emanazione di odori molesti, situazioni queste più volte denunciate dai cittadini.

Sono 17 in tutto le persone indagate per danneggiamento di beni pubblici, getto di cose idonee a molestare persone, deturpamento di bellezze naturali e deposito incontrollato dei rifiuti quest’ultimo con riferimento all’impianto di Ravello sito in località Cigliano.

A carico dei pubblici amministratori è stato contestato anche il delitto di omissione di atti di ufficio per aver violato gli obblighi normativi e funzionali connessi alle loro cariche e per aver omesso di attivarsi al fine di assicurare il trattamento dei reflui fognari. Per i gestori degli impianti è stato contestato anche il delitto di frode in pubbliche forniture per aver omesso di assicurare i lavori di manutenzione alle reti idriche e fognarie.

Anche questa operazione rientra nell’ambito della stessa attività della Procura della Repubblica mirata ad accertare le fonti di inquinamento delle acque superficiali interne e del mare. Nelle scorse settimane i sigilli erano scattati anche ai sistemi di depurazione di Albanella, Palomonte e Contursi Terme.