Rispetta l’ambiente. Lo scriviamo, lo diciamo, abbiamo anche messo dei cartelli stradali per la città, eppure a molti paganesi sembrerebbe non interessare.
di Nicola Baselice
Sebbene la nuova società Econova non abbia ancora completato il rodaggio e annaspi ancora per mantenere pulita la comunità, non tutta la colpa può ricadere su di loro. Anche i cittadini dovrebbero fare la loro parte e dovrebbero essere sensibilizzati da un’amministrazione che, sul tema, sembra ancora dormiente.

Dopo il precedente sfratto dato all’inquilino invisibile di via Aniello Califano, si è pensato bene di arredare un’altra strada di Pagani: via Santa Chiara. Forse un cittadino, o forse qualcuno che abusivamente si occupa di svuotare cantine, ha pensato bene di lasciare una cassettiera smontata. Insomma, chi sia il colpevole poco importa: si tratta pur sempre di un atto incivile, commesso in una zona trafficata e che nessuno ha apparentemente denunciato.

Un’altra area colpita dall’inciviltà e dalla noncuranza, purtroppo, è via San Rocco, dove sorge la chiesa di Sant’Anna. Lì qualcuno, dopo aver fatto dei lavoretti in casa, ha avuto la brillante idea di lasciare lampade al neon (fortunatamente integre, vista la pericolosità del gas contenuto all’interno), bidoni di pittura e calcinacci vari. Il tutto alle spalle del centro sociale, dove di pomeriggio e di sera è frequentatissimo da ragazzi. Cosa che sembrerebbe non smuovere la coscienza di chi commette tali atti.

Si spera che tali rifiuti, lì da quasi un mese, vengano rimossi almeno per la festività liturgica che si avrà il 26 luglio in onore dell’omonima Santa e che l’amministrazione possa adoperarsi per evitare che quella zona diventi una discarica a cielo aperto.

Altri cittadini si chiedono ancora dove siano finiti i cassonetti per gli indumenti che, sempre sulla stessa strada, sono lasciati tra i rifiuti. Proprio in quella zona, in passato, i residenti del parco lì vicino si erano battuti per chiedere il ripristino del verde e soprattutto la pulizia dell’area, che rischia ancora una volta di essere deturpata.

