Ieri mattina a conclusione di una articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino, la Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale Campania e Basilicata di Napoli, coadiuvata dalla Sezione di Avellino, ha dato esecuzione all’ordinanza con la quale il G.l.P. presso il Tribunale di Avellino ha applicato la misura coercitiva carceraria nei confronti di un indagato e la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di altri due indagati, poi ché tutti ritenuti gravemente indiziati del reato di concorso e di riciclaggio di veicoli.
In particolare, i tre indagati simulavano la provenienza dei veicoli dall’estero, immatricolandoli in Italia attraverso la procedura della falsa nazionalizzazione.
Per il compimento delle formalità prescritte nel nostro Paese, venivano prodotti documenti contraffatti dei veicoli e, allo scopo di occultarne la provenienza delittuosa, veniva alterato il numero identificativo del telaio mediante abrasione, riproducendo un numero di telaio relativo ad altro veicolo dalle medesime caratteristiche costruttive, regolarmente circolante nel proprio stato di origine.
Nel corso delle indagini emergeva che tale “modus operandi “aveva riguardato numerosi veicoli che, venduti ad ignari acquirenti in buon a fede, veniva reimmessi in circolazione completamente “ripuliti”.

