Restano chiuse le porte degli asili nido convenzionati

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Apprendiamo con rammarico ed anche con indignazione che i neonati, anche quest’ anno o almeno per ora, troveranno “chiuse” le porte degli asili nido pubblici convenzionati.

Questa, infatti è l’inaccettabile conseguenza che i piccoli da zero a sei mesi si ritrovano inconsapevolmente a dover affrontare per un ritardo burocratico e di comunicazione tra la Regione Campania ed il Ministero, relativo alla mancata comunicazione a quest’ ultimo della suddivisione del Piano di Zona in tre ambiti.

I fondi previsti per l’assistenza ai neonati, quindi, non arriveranno. Siamo fuori. Almeno per ora. È poco rilevante capire “chi” avrebbe dovuto comunicare al Ministero il nuovo riassetto. È fondamentale, però, chiedere perché non l’ ha fatto. Perché non l’ha ancora fatto o l’ha fatto in ritardo. Perché si è deciso di essere “distratti” e non tempestivi rispetto ad una problematica assistenziale così rilevante, specie in un momento di profonda difficoltà economica per le famiglie e di una continua lamentela delle istituzioni per la “carenza” di fondi.

Ci sono, i fondi. Ma il loro reperimento richiede dedizione, tempismo e scrupolosità. Intere famiglie – con i coniugi alle prese con il lavoro quotidiano (ammesso che ce l’abbiano) – non potranno usufruire del sussidio economico di assistenza, che avrebbe ridotto non di poco le spese per portare i bambini “a scuola” in un luogo sicuro, formativo e professionalmente adatto alle loro esigenze.

Prima che un caso di miopia politica, questa è una situazione di poca sensibilità verso le fasce deboli e le famiglie meno abbienti che, come sempre, sono le uniche a “farne” le spese in questo tedioso iter burocratico ed in queste inaccettabili distrazioni.

Solo intercettando queste opportunità, infatti, è possibile mantenere un servizio pubblico, come quello del nido, efficiente e funzionante che consente alle mamme, alle famiglie, di affidare con serenità i propri figli. Ed invece ci ritroviamo a fronteggiare lo stallo e la superficialità, nella speranza che giungano nuove disposizioni Ministeriali circa il riparto dei fondi. Altrimenti dovremmo ancora una volta ringraziare “i nonni”, che non smettono mai di essere genitori e restano una insostituibile certezza per i piccoli bimbi e per le loro famiglie.

Emilio toscano

Presidente Associazione Progetto Comune