Nella mente di ciascuno di noi il 2020 è l’anno della pandemia, delle mascherine, dei tanti morti e dell’esercito che trasporta le bare. E’ l’anno dei divieti, del Lockdown, della limitazione della libertà.
Eppure, i dati dicono altro! I numeri ufficiali del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) parlano di 10279 missioni con 43247 soccorritori impiegati (dati nazionali disponibili QUI)
In totale sono state compiute 10279 missioni, di cui 7658 in terreno impervio, con l’impiego di 43247 soccorritori, pari a 29.459 giornate, sfiorando le 200.000 ore totali di impiego.
Oltre 450, purtroppo, le vittime in montagna. Il 2020 ha superato seppur di poco – per chiamate di soccorso – il 2019, che a sua volta si era chiuso con un significativo balzo in avanti dell’attività di soccorso rispetto al 2018, passando da 9.554 a 10.234 interventi (+7,1%).
Anche nella nostra Regione le restrizioni non hanno impedito alle persone di recarsi in montagna e spesso, troppo spesso, ci sono stati incidenti che hanno richiesto l’intervento dei soccorsi. Siamo intervenuti in oltre 70 occasioni, con l’impiego di 352 soccorritori, per un totale di 2341 ore/uomo.
La maggior parte degli interventi sono stati per perdita di orientamento, sentiero smarrito, malore e/o scivolata. Ma non sono mancate le ricerche disperso durante anche diversi giorni, e gli interventi di protezione Civile quali le ispezioni di tombati o le verifiche di frana.
Molte volte è stata gestito più di un intervento al giorno (es, sentiero degli Dèi e Furore; Punta Tresino e Colle Molella, etc).
In ciascuno di questi casi il Soccorso Alpino e Speleologico della Campania ha risposto prontamente, inviando Tecnici specializzati e preparati ed è riuscito a risolvere ogni situazione.
Posto che l’incidente può capitare sempre e a chiunque, sicuramente in un anno di lockdown non ci aspettavamo tali numeri!
La nostra speranza è che ne siano sempre di meno

