Report indaga su Vannacci: fondazioni, contributi al partito e la massoneria

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Report indaga su Vannacci: fondazioni, contributi al partito e la massoneria

Report indaga su Vannacci

Una nuova inchiesta di Report riaccende il dibattito interno e politico attorno a Roberto Vannacci, europarlamentare e vicesegretario della Lega. La trasmissione Rai punta l’attenzione su presunti finanziamenti al partito, sulla nascita di nuove fondazioni e su presunti contatti con ambienti massonici, iniziative che – secondo quanto emerso – sarebbero avvenute anche all’insaputa di Matteo Salvini.

Le accuse di Report e le “iniziative parallele”

Al centro dell’inchiesta ci sono quelle che Report definisce “iniziative parallele” portate avanti da Vannacci. Oltre all’associazione Mondo al Contrario, già nota, la trasmissione sostiene che il generale avrebbe dato vita a un ulteriore soggetto politico, la Fondazione Generazione Xa. Un nome evocativo che richiama la generazione X, ma che secondo Report si intreccerebbe anche con riferimenti simbolici spesso attribuiti a Vannacci, come quelli alla Decima Mas.

La fondazione, sempre secondo la ricostruzione, avrebbe come presidente la moglie dell’europarlamentare e finalità non ancora chiaramente definite. Un punto che alimenta interrogativi politici soprattutto all’interno della Lega, guidata da Matteo Salvini, chiamata a gestire una crescente pluralità di anime e iniziative.

Il centro studi e il tema massoneria

L’inchiesta parla anche della nascita di un nuovo centro studi, Rinascimento Nazionale, fondato insieme a Luca Sforzini, che avrebbe ammesso la propria appartenenza alla massoneria. Un elemento che ha riacceso l’attenzione sui rapporti personali e politici di Vannacci e sulle frequentazioni che, secondo Report, sarebbero sempre più assidue.

Da qui la domanda sollevata dalla trasmissione sul contesto in cui si muove il generale e sulle relazioni che intrattiene fuori dagli schemi tradizionali del partito.

La replica di Vannacci e il ruolo di Salvini

Netta la risposta di Vannacci, che respinge ogni accusa: “Mai avuto a che fare con la massoneria”, ribadisce, definendo l’inchiesta “faziosa e pretestuosa”. Il generale rivendica un profilo “irreprensibile” e richiama i suoi 37 anni di carriera come garanzia della propria correttezza.

Sul tema dei contributi alla Lega, Vannacci chiarisce di non essere moroso: si tratterebbe di elargizioni volontarie, non di obblighi. Una posizione che, secondo lui, non avrebbe creato particolari malumori nel partito guidato da Matteo Salvini, dove – sostiene – non risulterebbero colleghi infastiditi dalle sue iniziative.

Tensioni politiche e scontro mediatico

Per Vannacci, l’obiettivo di Report sarebbe esclusivamente quello di screditarlo sul piano politico: “Devo essere infamato e messo in cattiva luce perché rappresento un concorrente politico della sinistra e dell’universo progressista”. Dall’altra parte, Sigfrido Ranucci invita a guardare la puntata “prima di giudicare”.

L’inchiesta apre così un nuovo fronte di discussione non solo sul ruolo di Vannacci, ma anche sugli equilibri interni alla Lega di Matteo Salvini, tra pluralismo politico, iniziative personali e controllo della linea del partito.