Relazione secondo semestre Dia 2017: ecco la mappa criminale di Salerno e provincia

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Il traffico e lo spaccio di stupefacenti, approvvigionati da fornitori provenienti prevalentemente dall’hinterland partenopeo, oltre a confermarsi largamente diffusi, restano tra i principali canali di finanziamento dei gruppi criminali
della provincia. Le attività di contrasto al fenomeno hanno documentato, altresì, l’esistenza di coltivazioni, ancorché non particolarmente estese, di droghe leggere destinate al mercato locale. Inoltre, è stato rilevato un rinnovato interesse
da parte di organizzazioni del posto, ancorché non di tipo mafioso, per il contrabbando di sigarette. Per quanto concerne la dislocazione dei clan sul territorio, a Salerno, nonostante i passati tentativi ad opera di gruppi emergenti di impossessarsi del controllo delle attività illecite, continua ad essere presente il clan D’AGOSTINO,
le cui attività prevalenti sono il traffico di stupefacenti, l’usura, le rapine e le estorsioni. In città si è, tuttavia, registrata una recrudescenza di reati perpetrati da giovani criminali – discendenti da storici pregiudicati
– determinati a mantenere il controllo in specifiche zone della città494. In tale contesto, la Polizia di Stato, ha concluso, nel mese di novembre, l’operazione “Cricket Sud”, con l’arresto di 17 soggetti, responsabili di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Tra gli indagati, il fratello ed un nipote di un esponente di spicco del gruppo
D’AGOSTINO. A Vietri sul Mare è operativa la famiglia APICELLA, per la quale sono stati segnalati interessi nella gestione dei servizi di soccorso, rimozione e custodia giudiziale dei veicoli (attraverso società intestate a prestanome) e nella
gestione abusiva di stabilimenti balneari. A Cava de’ Tirreni si conferma la presenza di esponenti dello storico clan BISOGNO, dedito alle estorsioni in pregiudizio di operatori economici e del gruppo CELENTANO, dedito ad attività di natura estorsiva ed al traffico di stupefacenti. Nell’area di Mercato San Severino, per decenni interessata dalla conflittualità tra i clan CAVA e GRAZIANO di Quindici (AV), è operativa una consorteria criminale facente capo alla famiglia DESIDERIO, originaria di Pagani,
che attraverso sodali della zona si è imposta quale referente locale per le attività estorsive e per il traffico di stupefacenti. A Baronissi, Fisciano e Lancusi è operativo il clan GENOVESE – influente anche su Castel San Giorgio, Siano e Bracigliano – dedito alle estorsioni, alle rapine e all’usura. I comuni della Costiera Amalfitana, pur se non manifestamente interessati dalla presenza di sodalizi camorristici,
appaiono esposti alle mire della criminalità organizzata, in ragione della forte vocazione turistica che esprimono. Al riguardo, il 7 luglio 2017, militari della Guardia di finanza di Trieste hanno tratto in arresto, a Scafati (SA), 5 persone indiziate di traffico
di tabacchi e sottoposto a sequestro circa tre tonnellate e mezzo di sigarette, per un valore complessivo di circa 600 mila euro. no di questi è il gruppo MARIGLIANO, operativo nei quartieri Mariconda, Mercatello, Pastena, Fratte e Cappello.
495 Ove, il 28 settembre 2017, militari dell’Arma dei carabinieri hanno notificato al responsabile dell’ufficio gare del comune di Baronissi e ad un imprenditore edile del luogo, un avviso di conclusione delle indagini preliminari: gli stessi sono ritenuti responsabili di abuso di ufficio, falso ideologico e truffa, in relazione all’affidamento diretto dei lavori di messa in sicurezza di un tratto viario locale. Nell’agro nocerino-sarnese lo sfaldamento delle vecchie organizzazioni ha generato gruppi minori, autonomi tra di loro. A Nocera Inferiore, ove è confermata l’operatività del clan MARINIELLO, si registra, in particolare, la presenza di alcuni gruppi – guidati da soggetti di spessore già inseriti in sodalizi non più operativi – che sembrano prediligere una strategia più defilata,
dedicandosi alla gestione di attività commerciali (bar e sale da gioco) in cui reinvestire i profitti illeciti, lasciando la gestione di altri reati alle nuove leve, spesso al centro di contese per la “spartizione del territorio”. Sempre a Nocera Inferiore è stata di recente monitorata una rinnovata ingerenza dello storico gruppo PIGNATARO:
nel mese di agosto l’Arma dei carabinieri ha eseguito un provvedimento cautelare nei confronti di 4 soggetti, tra i quali il capo clan ed un ex Consigliere comunale, ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso e corruzione elettorale, nella prospettiva di favorire i sodali del gruppo con
delibere urbanistiche e con l’assegnazione di commesse pubbliche. Ad Angri, le attività di contrasto hanno ridotto in modo significativo l’operatività del clan NOCERA- alias “i tempesta”. Sembra essersi così creato lo spazio per iniziative criminali di soggetti comunque collegati al citato gruppo, i quali, facendo riferimento ai loro trascorsi
delinquenziali, hanno dato vita ad organizzazioni in grado di praticare una capillare attività estorsiva. A Pagani si conferma la presenza del clan FEZZA-PETROSINO-D’AURIA, interessato ad iniziative imprenditoriali e di un gruppo facente capo alla famiglia CONTALDO, dedito alla gestione di piattaforme di scommesse clandestine
e al gioco d’azzardo illegale online. A Sarno sono operativi il clan SERINO (anch’esso con rilevanti interessi nella distribuzione di videopoker, imposti in numerosi esercizi pubblici) ed alcuni esponenti del gruppo GRAZIANO (dediti alle estorsioni e all’infiltrazione negli appalti pubblici mediante ditte collegate), che si proiettano anche
sui limitrofi comuni di Siano e Bracigliano. Anche a Sarno si registra la presenza di nuove leve criminali che,senza entrare in contrasto con le altre due organizzazioni, sono dedite al traffico di stupefacenti. A San Marzano sul Sarno e San Valentino Torio il vuoto di potere camorristico sembra lasciare spazio ad altre consorterie criminali provenienti dalle province di Napoli e Avellino. A queste si aggiungono nuove leve che, pur
non essendo contigue a contesti di camorra, operano comunque in modo organizzato.
Il 25 luglio 2017 militari dell’Arma dei carabinieri hanno eseguito un provvedimento cautelare nei confronti di 7 pregiudicati provenienti dalle province di Salerno e Napoli, ritenuti responsabili di decine di furti in abitazione e presso strutture alberghiere della costiera, dalle quali avevano sottratto beni del valore di circa 2 milioni di euro, tra i quali un quadro del pittore Renato Guttuso, asportato da una villa di Ravello.
Il 25 ottobre 2017 un ordigno esplosivo ha danneggiato una palestra; il 13 settembre 2017 sono stati incendiati tre autoarticolati parcheggiati
nel piazzale di una ditta che fa capo ad uno storico affiliato al clan SERINO di Sarno.
Il 19 ottobre 2017 militari dell’Arma dei carabinieri hanno eseguito l’ordinanza n. 3696/16 RGNR, n. 2312/17 RGIP, emessa il 16 ottobre, dal
GIP presso il Tribunale di Salerno, per il reato di estorsione aggravata metodo mafioso.

Anche a Sant’Egidio del Monte Albino e Corbara si conferma una situazione criminale dagli equilibri mutevoli, in un contesto delinquenziale connotato dall’assenza di una locale consorteria di riferimento. Dopo la disarticolazione dello storico clan SORRENTINO risultano operativi diversi soggetti, alcuni dei quali già inseriti nel predetto
sodalizio, altri collegati alle organizzazioni attive a Pagani e Nocera Inferiore, dediti al traffico e allo spaccio di stupefacenti. Il territorio del comune di Scafati, per la sua posizione di confine tra le province di Salerno e Napoli, rappresenta un importante crocevia e punto di contatto per stringere alleanze strategiche tra gruppi criminali
operanti a livello interprovinciale, in particolare nel traffico di stupefacenti. Nell’area, dove in passato era egemone il sodalizio LORETO-RIDOSSO, convergono le attività delittuose anche dei clan MATRONE, D’ALESSANDRO, CESARANO e AQUINO-ANNUNZIATA. Con riferimento ad alcuni elementi di vertice del clan LORETO-RIDOSSO, si richiama l’operazione “Sarastra” condotta, nel recente passato, dalla DIA di Salerno. Dopo un complesso iter giudiziario ed all’esito di un supplemento
investigativo, il 22 settembre 2017, il Tribunale di Salerno-Sezione del Riesame ha applicato la custodia cautelare in carcere a carico di un amministratore comunale di Scafati e di uno dei vertici del citato clan LORETO – RIDOSSO. Il provvedimento è stato poi confermato dalla Corte di Cassazione. Il contesto criminale della Piana del Sele – interessata dalla presenza di importanti insediamenti produttivi – è
in fase di rimodulazione. Il comprensorio di Eboli – su cui, fino agli anni ’90, operava in piena egemonia il clan MAIALE – risulta attualmente interessato dall’operatività di piccoli gruppi dediti allo spaccio di stupefacenti, a reati di tipo predatorio e
alle estorsioni con il metodo del “cavallo di ritorno”. Nel semestre in esame, è stata registrata una recrudescenza di attentati dinamitardi ed è stata documentata l’ascesa di un sodalizio facente capo alla famiglia D’ALTERIO, operante anche a Campagna. Non va, infine trascurato, il ritorno sullo scenario criminale di Eboli di esponenti
di spicco del clan MAIALE e della famiglia PROCIDA. Sempre ad Eboli, il 20 dicembre, militari dell’Arma dei carabinieri hanno arrestato un latitante affiliato alla famiglia
PESCE di Rosarno (RC). Definito, a seguito di pronunciamento della Corte di Cassazione, il 24 gennaio 2018, quando la DIA di Salerno ha notificato un’ordinanza di
custodia cautelare in carcere nei confronti dell’amministratore comunale di Scafati coinvolto nelle indagini, e di due pluripregiudicati, al vertice del clan LORETO-RIDOSSO, responsabili di scambio elettorale politico-mafioso. Il 30 agosto 2017 militari dell’Arma dei carabinieri hanno eseguito l’ordinanza n. 3190/16 RGNR, n. 3793/16 RGIP, emessa dal GIP presso il Tribunale di Salerno il 28 agosto, nei confronti di componenti della famiglia D’ALTERIO, responsabili di sequestro di persona e minaccia, reati
aggravati dal metodo mafioso. A Battipaglia e Pontecagnano Faiano è presente il sodalizio PECORARO-RENNA, che vive un momento di particolare
fervore operativo, attraverso le “nuove leve”. A Bellizzi, in significativa ripresa è il clan DE FEO, i cui capi storici sembrano aver recuperato la guida delle attività illecite (traffico di stupefacenti, estorsioni, riciclaggio), in contrapposizione al clan PECORARO-RENNA. Nell’Alto Cilento, in particolare ad Agropoli, si registra la presenza dei MAROTTA, famiglia di nomadi stanziali dedita ai reati di tipo predatorio, all’usura, al traffico di
stupefacenti e al riciclaggio di capitali, ottenuti in prevalenza attraverso l’usura e le rapine in danno di gioiellerie perpetrate su tutto il territorio nazionale. Nel medesimo territorio si rileva la presenza di elementi del clan FABBROCINO, nonché il ritorno di storici personaggi già inseriti con ruoli di rilievo nella Nuova Camorra Organizzata503,
in grado di stringere alleanze commerciali e di mutuo soccorso con i clan della provincia di Napoli. Nel medio e basso Cilento, pur non rilevandosi la presenza di organizzazioni criminali, la particolare vocazione turistico – ricettiva, fa ritenere verosimile un interesse dei clan nel reimpiego di capitali illeciti. Per quanto attiene alla Valle del Calore, l’unico fenomeno delinquenziale registrato in zona è lo spaccio al minuto
di stupefacenti, reperiti presso i vicini comuni di Sala Consilina e Atena Lucana
Il Vallo Di Diano, cerniera tra l’alta Calabria, la Campania e la Basilicata, si conferma zona d’interesse per sodalizi criminali di diversa matrice. Sul territorio sono operativi due gruppi criminali, GALLO e BALSAMO, capeggiati da due pregiudicati di spicco
della criminalità di Sala Consilina, già facenti parte di un unico sodalizio dedito al traffico internazionale di stupefacenti. Nello specifico, il clan GALLO, dedito al traffico di armi e di stupefacenti e all’usura, mantiene i contatti con gruppi dell’alto Tirreno cosentino (MUTO di Cetraro e VALENTE-STUMMO di Scalea) e risulta dedito al
traffico di armi e di stupefacenti. L’altro gruppo, mai entrato in conflitto con il primo, è dedito esclusivamente all’usura, ricorrendo raramente anche ad azioni violente, strumentali all’attività di recupero dei crediti vantati. Il 25 ottobre 2017 militari della Guardia di finanza di Salerno hanno eseguito un provvedimento cautelare personale e reale nei confronti di 17 indagati, tutti appartenenti alla famiglia MAROTTA, responsabili di associazione per delinquere finalizzata all’usura, alla ricettazione e ai
furti, commessi su tutto il territorio nazionale. Nello stesso contesto è stato eseguito il sequestro preventivo dei beni per un valore complessivo di circa 200 mila euro.
Uno di questi è stato oggetto di un’indagine che ha condotto all’esecuzione, il 25 ottobre 2017, da parte dell’Arma dei carabinieri, dell’ordinanza n. 13063/2013 RGNR, n.52/2017 RGGIP, emessa dal GIP presso il Tribunale di Salerno, nei confronti di 15 persone ritenute responsabili di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.
Al riguardo, significativo è l’arresto ad Agropoli, il 22 ottobre 2017, operato da militari dell’Arma dei carabinieri di un latitante del clan SALTALAMACCHIA,
operante nel quartiere “Pallonetto” di Napoli. Il ritrovamento, il 7 settembre 2017, in un terreno del demanio boschivo, posto sulle montagne del comune di Roscigno, di un ingente quantitativo di armi, munizioni e di un involucro contenente circa un kilogrammo di marijuana-amnesia, sia per la tipologia delle armi, sia per la
qualità dello stupefacente, trattato con acidi secondo una modalità non utilizzata dai pusher locali, induce a non escludere l’operatività in
loco di organizzazioni criminali provenienti da altre zone della Regione, verosimilmente dall’area vesuviana.