Accusato di aver condiviso informazioni riservate con Jeffrey Epstein, il fratello di re Carlo III fermato dalla polizia britannica a Sandringham
Scossa senza precedenti per la monarchia britannica. L’ex principe Andrea è stato arrestato dalla polizia del Regno Unito con l’accusa di aver condiviso informazioni riservate con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein durante il periodo in cui ricopriva il ruolo di emissario commerciale del governo di Londra. Il fermo è avvenuto nella tenuta reale di Sandringham, segnando un passaggio storico nei rapporti tra la Corona e la giustizia ordinaria.
Il terzogenito della regina Elisabetta II, che proprio oggi compie 66 anni, diventa così il primo membro della famiglia reale britannica arrestato nell’era moderna. L’operazione arriva pochi giorni dopo le dichiarazioni del primo ministro Keir Starmer, che aveva ribadito pubblicamente che «nessuno è al di sopra della legge».
La posizione di re Carlo III
Il fermo di Andrea ha colto di sorpresa anche Buckingham Palace. Secondo quanto riferito dai media del Regno Unito, né Carlo III né i vertici della Casa Reale erano stati informati in anticipo dell’arresto. Appresa la notizia, il sovrano ha commentato con una dichiarazione secca: «La giustizia faccia il suo corso».
Negli ultimi mesi la distanza tra re Carlo e il fratello era già diventata evidente. A ottobre, dopo la pubblicazione di nuovi documenti legati allo scandalo Epstein, il re aveva avviato la procedura per sfrattare Andrea dalla residenza di Windsor, dove viveva dal 2003, e aveva progressivamente ridimensionato il suo ruolo pubblico.
Il 30 ottobre 2025 Andrea è stato formalmente privato dei titoli reali e del trattamento di Altezza Reale. Pochi giorni prima, il 17 ottobre, aveva rinunciato volontariamente all’uso del titolo di Duca di York, sotto la pressione delle indagini in corso.
Buckingham Palace e il sostegno alle indagini
Buckingham Palace aveva già fatto sapere di essere pronto a collaborare con la polizia qualora fosse stato richiesto. Un portavoce del Palazzo aveva riferito che il sovrano aveva espresso «a parole e attraverso azioni senza precedenti» la sua profonda preoccupazione per le accuse emerse sulla condotta di Mountbatten-Windsor.
Dopo l’arresto, il commento ufficiale è rimasto invariato nella sostanza, confermando la linea di totale non interferenza con il lavoro degli investigatori. Anche il principe William e la principessa Kate hanno espresso pieno sostegno alla posizione del re, secondo quanto riportato dalla stampa britannica.
Le reazioni politiche e istituzionali
Mentre la polizia si presentava a Sandringham, il premier Starmer ribadiva alla BBC un principio chiave dello Stato di diritto: la legge deve essere applicata allo stesso modo per tutti. Un messaggio che rafforza il peso istituzionale della vicenda e sottolinea la delicatezza del momento per la monarchia.
L’arresto dell’ex principe Andrea apre ora una fase inedita e complessa per il Regno Unito. Le indagini proseguono, mentre l’impatto politico e simbolico dello scandalo Epstein continua a riverberarsi ai vertici della famiglia reale.

