Regione, finalmente l’inchiesta sull’esercito dei “comandati”

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I finanzieri della Tributaria, sono a lavoro per sviluppare ulteriormente l’inchiesta dopo il blitz di qualche giorno fa. Sotto esame le carte che riguardano Giunta e Consiglio Regionale. Iindagine coordinata dal pm Silvana Sico, magistrato in forza al pool reati contro la pubblica amministrazione, proprio alla vigilia di una maxi-infornata di persone in attesa di regolarizzazione. Le persone in attesa nel gergo si chiamano comandati, sono ingranaggi particolari della grande macchina regionale. Impiegati spostato in Regione da agenzie, società, enti esterni, partecipate, aziende speciali. Non fanno concorsi, puntano ad essere stabilizzati, a diventare staffisti, collaboratori di consiglieri. Il trasferimento da un ente alla Regione è di per sé consentito, ma solo se resta al di sotto di certi standard numerici e temporali. Verifiche in corso da parte dei militari del colonnello Domenico Napolitano, si parte da una bozza di accordo. È il target numero uno delle indagini, che puntano al «piano di fabbisogno triennale», una sorta di accordo per interessi convergenti. Ci sarebbero accordi non espliciti, tra singoli consiglieri  per piazzare mogli e parenti in staff e gruppi di lavoro. Gli uffici del personale avrebbero attinto alla platea di comandati ben 69 persone, che ora vanno stabilizzate, pena il ritorno agli enti di provenienza allo scadere, ormai vicino della consiliatura. La Procura di Napoli ora vederci chiaro…