Regionali, cala il gradimento di Vincenzo De Luca

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mn24.it

Il consenso verso i presidenti di Regione italiani fotografa un panorama in parte consolidato, in parte in evoluzione. Secondo l’ultimo sondaggio realizzato da SWG, Luca Zaia (Veneto) e Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia), entrambi esponenti della Lega, si confermano i governatori più apprezzati dagli italiani. Ma l’attenzione degli osservatori si concentra soprattutto su due dati: l’ascesa di Stefania Proietti, presidente dell’Umbria, e il calo significativo di Vincenzo De Luca, alla guida della Campania.

Con un robusto 70% di gradimento, Luca Zaia mantiene saldamente la vetta. La sua gestione pragmatica e spesso trasversale dei dossier regionali continua a riscuotere ampio consenso. Al secondo posto, con il 64%, Massimiliano Fedriga, altro leghista di lungo corso, che conferma un apprezzamento stabile grazie a un profilo istituzionale equilibrato e a un atteggiamento dialogante, anche fuori dagli schieramenti di partito.

Ma la vera sorpresa di questa rilevazione è Stefania Proietti, neopresidente dell’Umbria ed esponente del centrosinistra. Con il 53% delle preferenze, conquista il terzo posto e diventa la prima donna della classifica nonché la prima governatrice di centrosinistra tra i primi cinque. Il suo successo appare legato alla capacità di coniugare concretezza amministrativa e apertura alla società civile.

In quarta posizione si colloca Roberto Occhiuto (Forza Italia, Calabria) al 52%, in netta crescita (+6% rispetto al 2024), mentre Vincenzo De Luca (PD, Campania), pur ottenendo lo stesso 52%, registra un calo preoccupante di 4 punti rispetto all’ultima rilevazione.

Il dato su De Luca è particolarmente significativo: il governatore campano, da sempre noto per la sua comunicazione diretta e senza filtri, è stato a lungo un volto molto popolare del centrosinistra nel Sud Italia. Il calo del suo gradimento potrebbe riflettere un effetto “usura” del secondo mandato e una crescente insoddisfazione su alcune criticità irrisolte della regione, come la sanità, i trasporti e la gestione dei fondi europei. Inoltre, non potendosi ricandidare per un terzo mandato secondo le norme attuali, il suo peso politico rischia di ridimensionarsi ulteriormente.

Tra i primi cinque governatori, tre – Zaia, Fedriga e De Luca – sono al secondo mandato e quindi, a legislazione vigente, non potranno ripresentarsi. Questo scenario apre la strada a nuovi equilibri e a una probabile competizione interna nei rispettivi partiti per l’individuazione dei successori.

Nel complesso, la classifica offre una panoramica interessante: da un lato conferma figure consolidate, dall’altro segnala nuovi protagonisti e possibili cambi di ciclo politico, soprattutto nelle regioni chiave.

Tra gli altri presidenti di Regione, Eugenio Giani (PD, Toscana) è al sesto posto con il 47% (+6%), mentre Michele de Pascale (PD, Emilia-Romagna), da poco insediato, si ferma al 45%. Alberto Cirio (FI, Piemonte) perde tre punti e si attesta al 42%. Male anche Vito Bardi (FI, Basilicata) e Marco Bucci (centrodestra, Liguria), entrambi al 39%.

In fondo alla classifica troviamo Attilio Fontana (Lega, Lombardia), Michele Emiliano (PD, Puglia) e Marco Marsilio (FdI, Abruzzo), tutti fermi al 35%. Chiudono Francesco Rocca (FdI, Lazio) con un modesto 31% e Renato Schifani (FI, Sicilia), fanalino di coda con appena il 25%, in ulteriore flessione.