Dopo banche e assicurazioni vita, anche il comparto Rc auto potrebbe finire nel mirino del Fisco. Secondo quanto riportato da MF–Milano Finanza, il governo starebbe valutando nuove misure fiscali per reperire risorse in vista della Legge di Bilancio da 16 miliardi che dovrà essere definita entro fine anno.
Nel dettaglio, la possibile revisione della tassazione sulle polizze per infortuni del conducente potrebbe comportare un pesante aggravio fiscale. Oggi tali coperture sono soggette a un’imposta del 2,5%, ma un’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate le considera parte integrante del settore Rc auto, con conseguente applicazione dell’aliquota del 12,5%. Una differenza significativa che, se confermata, potrebbe avere effetto retroattivo, generando un impatto economico rilevante sia per le compagnie sia per gli assicurati.
Il precedente non è incoraggiante: lo scorso anno, a ottobre, il settore assicurativo si vide recapitare a sorpresa una richiesta di anticipo del bollo sulle polizze vita, misura che garantì allo Stato un incasso complessivo di 1,8 miliardi di euro in tre anni. Anche in quel caso le compagnie fungevano da sostituti d’imposta, mentre il costo reale veniva scaricato sui clienti.
Le assicurazioni, rappresentate da ANIA, stanno seguendo con attenzione la vicenda e hanno già chiesto pareri legali a giuristi di primo piano per valutare la fondatezza dell’interpretazione fiscale proposta dall’Agenzia. Secondo le compagnie, la tassazione al 2,5% resta quella corretta e coerente con la normativa vigente. Già negli anni ’80 un tentativo simile di rialzare l’aliquota era stato bocciato proprio sulla base delle stesse argomentazioni.
Il confronto resta aperto, ma l’ipotesi di una nuova imposta o di un prelievo retroattivo rischia di trasformarsi in una nuova stangata per automobilisti e assicurati, in un contesto già segnato dall’aumento dei premi Rc auto e dai rincari generalizzati del settore.

