Razzismo e sport campano, nel basket e nel calcio

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“Negro di m….”: così un giocatore di colore del New Basket Giugliano, Raul Lazaro Diaz, e’ stato apostrofato nel corso della finale del torneo di basket ‘San Gennaro’ organizzato dal Flavio Basket, società con sede a Pozzuoli. L’episodio durante la gara di finale con il Basket Casapulla della provincia di Caserta. L’allenatore del Giugliano, Gennaro Di Lorenzo, tempestivamente ha ritirato la sua squadra, visto che gli animi dei giocatori sul parquet si stavano surriscaldando e, secondo quanto riferisce il coach, dagli avversari non sarebbe arrivato un netto messaggio di condanna. “Hanno solo cercato di minimizzare l’accaduto” ha commentato Di Lorenzo. Dalla società organizzatrice, il Flavio Basket, sia attraverso i social che dalle parole della dirigenza, arriva una decisa condanna per il gesto. In una nota diramata dal club flegreo si legge tra l’altro: “La nostra è una società che è stata sempre contro il razzismo. Ci dissociamo dal brutto gesto ai danni dell’atleta Diaz e ci sentiamo anche danneggiati”.

Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ospite ieri a Novantesimo minuto su Rai Due ha condannato duramente la notizie dei cori razzisti nei confronti del calciatore brasiliano Dalbert durante Atalanta-Fiorentina, ricordando che in Italia su questo versante “c’è ancora molto da fare”. Ma non sapeva quello che era accaduto poco prima su un  campo di Promozione in Campania. Un giovane calciatore è stato insultato per il colore della pelle da un avversario durante una partita di calcio, ha reagito ed è stato espulso. E’ accaduto nel campionato di calcio di Promozione, a Montesarchio in provincia di Benevento, durante il match tra i locali e le Aquile Rosanero Caserta. Il 22enne Ndiogou Ndiaye, a cinque minuti dal fischio finale, ha spintonato platealmente l’avversario che poco prima lo aveva insultato, l’arbitro lo ha visto e lo ha espulso; poco dopo ha però cacciato dal campo anche due giocatori sanniti, forse dopo aver appreso dell’offesa a sfondo razzista. “Sono molto dispiaciuto – ha detto il presidente del club casertano Federico Di Pippo – non è la prima volta che Ndiaye subisce queste offese”.

Secco, invece, il commento di Koulibaly “Lo abbiamo capito da bambini a Saint-Diè (suo luogo di nascita, ndr) e voglio che anche mio figlio lo capisca. Spero che un giorno lo capiranno anche quelli che mi fanno ‘buu’. Sì, forse siamo diversi. Ma siamo tutti fratelli”. E’ il messaggio contro il razzismo postato dal difensore del Napoli, sulle sue pagine social, all’indomani dei nuovi episodi avvenuti negli stadi italiani.