Rapinarono due attività commerciali, per poi essere arrestati mentre probabilmente andavano a commetterne una terza, di rapina. Dopo diverse ore di consiglio, il gup Giovanna Pacifico ha condannato i nocerini Alessandro Pignataro, Giordano Gennaro e Adriano Di Cicco. L’unico al quale sono state riconosciute le attenuanti è proprio Pignataro, figlio del noto sicario di camorra Antonio, auto accusatosi di aver ucciso la figlia del giudice Lamberti, Simonetta. Per lui, la condanna è di 3 anni e 900 euro di multa. Quattro anni a testa invece per Giordano e Di Cicco, entrambi interessati da diversi precedenti. Le indagini sui tre giovani furono condotte dal pm Daria Mafalda Cioncada e si concentrarono sulla metà dello scorso novembre, quando i tre furono arrestati al confine tra Cava de’ Tirreni e Nocera Superiore. Viaggiavano su di un’auto, con targa contraffatta, alcuni passamontagna e tre pistole con colpo in canna. Finirono in carcere, per poi essere rimessi in libertà dopo diversi mesi. Ma le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Nocera Inferiore erano appena agli inizi: i tre furono nuovamente arrestati, poco dopo, per aver rapinato due attività commerciali a Nocera Superiore.
Presso un bar e una sala scommesse, i tre si appropriarono di qualsiasi cosa: da bottiglie di liquore a soldi in contanti, sigarette e persino le chiavi dell’auto di una delle persone presenti nel locale. Riconosciuti dai video di sorveglianza, oltre che dai vestiti indossati, la procura formalizzò le accuse anche per quei due episodi. Che valsero ai nocerini una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere. Difesi dall’avvocato di fiducia Gregorio Sorrento, i tre sono stati giudicati tramite rito abbreviato, dopo il rigetto del patteggiamento del gup Giovanna Pacifico.

