Rapina da 500.000 euro a Posillipo: Cameriera basista come in un film, la vera storia del colpo alla villa

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cameriera basista

Napoli, 9 gennaio 2026 – Una rapina studiata al millimetro, con tanto di ostaggi, armi, fascette e una “talpa” interna che ricorda le scene più classiche del cinema noir o di film come La Casa di Carta o Inside Man. È quanto emerso dalle indagini della Squadra Mobile di Napoli su un colpo da circa 500.000 euro consumato il 5 novembre 2024 in una lussuosa villa di via Posillipo, ai danni di un noto imprenditore napoletano (di origini casertane, attivo anche nel settore alberghiero).

Dopo oltre 15 mesi di indagini coordinate dalla Procura di Napoli, questa mattina sono scattate cinque misure cautelari: due in carcere, due ai domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tutti gli indagati rispondono, in concorso, di rapina pluriaggravata e sequestro di persona aggravato.

La Dinamica del Colpo: Un Piano da Film

La banda ha agito in pieno giorno, con una precisione cinematografica. Due uomini armati di pistola si sono introdotti nella villa. Una volta dentro, hanno immediatamente preso in ostaggio due persone presenti: un addetto alla vigilanza e una donna di servizio (la collaboratrice domestica della famiglia).

Entrambi sono stati immobilizzati con fascette ai polsi e alle caviglie, legati mani e piedi – una scena che sembra uscita da un thriller hollywoodiano. Mentre le “vittime” venivano neutralizzate, i rapinatori hanno rovistato l’abitazione alla ricerca di oggetti preziosi, concentrandosi soprattutto su una collezione di orologi di lusso per un valore stimato intorno ai 500.000 euro.

Il bottino è stato caricato e portato via. Per la fuga, la banda ha utilizzato veicoli rubati, rendendo più difficile il tracciamento immediato.

Il Ruolo Chiave della “Basista”: La Cameriera che Ha Fatto da Talpa

Quello che rende questo caso degno di un film poliziesco è la scoperta del ruolo della donna di servizio. Inizialmente considerata vittima del sequestro insieme all’addetto alla vigilanza, le indagini hanno rivelato che era in realtà la “facilitatrice” interna, la vera basista del gruppo.

Come una spia infiltrata, la collaboratrice domestica avrebbe fornito informazioni cruciali: planimetrie della villa, abitudini della famiglia, orari di presenza del personale e del sistema di sicurezza. Ha garantito l’ingresso ai due esecutori materiali, permettendo loro di agire senza forzature esterne evidenti.

Oltre ai due rapinatori armati, gli investigatori hanno identificato altri tre complici:

  • Due “sentinelle” posizionate all’esterno per controllare l’arrivo di eventuali testimoni o forze dell’ordine
  • La basista interna (la cameriera), che ha reso possibile il blitz dall’interno

Le Indagini: Come la Polizia ha Smascherato il Piano

L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile (dirigente Giovanni Leuci) con il supporto del Commissariato Posillipo, è stata meticolosa:

  • Escussione delle vittime e testimoni
  • Attività tecnica (probabilmente intercettazioni, celle telefoniche, analisi di videosorveglianza)
  • Ricostruzione dei ruoli e dei movimenti

La refurtiva (orologi e altri preziosi) non è stata ancora recuperata, ma gli indizi gravi a carico dei cinque indagati hanno convinto il gip a emettere le misure cautelari.

Perché Questa Rapina Ricorda un Film?

Il mix perfetto tra:

  • Infiltrazione interna (la cameriera-basista)
  • Ostaggi legati con fascette
  • Bottino da collezionista (orologi di lusso)
  • Fuga con auto rubate
  • Colpo in villa panoramica di Posillipo

ha reso questo caso emblematico della criminalità organizzata “da film”. Ma dietro la spettacolarità c’è una violenza reale: il sequestro di persona e la minaccia armata hanno creato terrore nelle vittime.

La Procura di Napoli continua le indagini per recuperare il bottino e verificare eventuali collegamenti più ampi.

La sicurezza nelle ville di lusso resta un tema caldo a Napoli: un monito a non fidarsi ciecamente di chi lavora in casa.