Rais: “Il Savoia può sognare la serie B con questa società”

Di Luigi Capasso

Ci sono i disegni tracciati dal destino. Una linea sottile che non si spezza mai, che continua per anni. Giovanni Rais, direttore generale del Savoia, quella linea ha iniziato a seguirla da ragazzo. Conosceva il Savoia dagli almanacchi e dai giornali, ma quando la sua Porto Torres affrontò la Torres dell’attaccante Renato Greco si scontrò in campo con l’ex attaccante degli oplontini che nella sua Sassari era un idolo. “Gli feci fallo e continuai a giocare, nell’azione successiva su calcio d’angolo mi travolse, poi mi diede un buffetto sulla guancia e mi disse di imparare l’educazione. Non me la presi, io ero un ragazzo, lui l’idolo della tifoseria”. Renato Greco negli anni successivi arrivò al Savoia e Rais seguì le vicende di quell’attaccante, inevitabilmente ritrovandosi a seguire il Savoia.

Venti anni fa il filo sembrava interrotto, ma era solo trasparente. Giovanni Rais si racconta in esclusiva al sito www.ilcorrieredelpallone.it.

“Ero osservatore del Torino e avevo tenuto la responsabilità dell’area Campania per me. I tifosi dell’Ercolanese si gemellarono con i granata e io segnalai questa cosa. Fu data importanza alla vicenda e strinsi rapporti con il dottor Mazzamauro. Successivamente riuscii a fargli avere alessandro Coppola, un ragazzone classe 2000, altissimo, che fece gol all’esordio. nacque una stima incredibile che oggi mi fa ritrovare al savoia”.

L’opzione Torre Annunziata non era però contemplata. “Ero al Torino dopo essere stato all’Udinese e stavamo facendo un discreto lavoro con la divisione delle macroaree e poi regionale. Appena potevo mi fermavo con il presidente Mazzamauro. Mi telefonò un giorno chiedendomi se l’avessi seguito nel caso di acquisto di un club importante. Gli risposi di sì e mi rivelò che in mattinata aveva rilevato il Savoia. Pensai a Renato Greco, accettai, e in meno di 24 ore ero a Torre Annunziata”.

Oltre un anno nella città oplontina, un percorso in salita per Giovanni Rais. “Ritengo che i dilettanti siano una palestra. Tutti dovrebbero fare almeno una volta quest’esperienza nella vita, è formativa. Qui non è facile, ma siamo sempre in una grande piazza. Con la nostra società più si va in alto, meglio è. Gli interlocutori crescono di livello, è più facile per noi rapportarci a club di serie a e B. Io e Mignano, ad esempio, con Torino e Spal abbiamo instaurato ottimi rapporti. Possiamo farlo perché il dottor Mazzamauro può portare il Savoia in alto, fino alla serie B. la cosa che ho notato è che va trovata la velocità mentale di esecuzione. Ci stiamo lavorando. Io sono sempre il primo ad assumersi le responsabilità, ma finalmente abbiamo un responsabile del settore giovanile e un responsabile marketing. sono figure essenziali in un club”.

Savoia inserito nel girone del Palermo. Rais ne sottolinea vantaggi e timori: “E’ un bene se c’è parità di trattamento. Giocare contro grandi squadre e in grandi stadi esalta, ma non bisogna essere condizionati. Serve la massima attenzione. Mi rendo conto che gli arbitri devono avere punti di riferimento, quelli di Torre Annunziata ad esempio sono fortunati perché hanno una figura come marco Guida, ma gli altri? Dico solo che lo scorso anno ci mancavano 14 punti per i torti subiti”.

Rais chiede che non ci sia sudditanza in sostanza. Un termine che non usa. Il Savoia sa di poter giocare le sue carte. L’anno scorso i rivali della Turris, nonostante un grande campionato, arrivarono secondi e non hanno ottenuto la promozione. “Purtroppo, il fatto che la vincitrice dei playoff non sia preferita a una retrocessa dalla C è un danno per la categoria. Quando arrivano questi grandi club in serie D, come accaduto lo scorso anno al Bari, poi le altre non si attrezzano per la vittoria del campionato e ne risente la competizione. Sono d’accordo sul fatto che manchi il cuscinetto della serie C2, perché tutto si è riversato sulle serie D”. Poi, Rais conclude con una battuta che apre le speranze dei tifosi del Savoia in questa stagione in cui i bianchi vogliono lottare alla pari con il Palermo: “La Turris era partita male…”.

Il Savoia è partito con un pareggio, ma nel finale della gara di Avellino, contro il San Tommaso, avrebbe meritato il successo. Domenica c’è il Castrovillari per il debutto in campionato al Giraud. L’occasione giusta per lanciare un segnale in Sicilia.