Quando il sindaco è contro alle poltrone: Nello D’auria diffida gli Artigiani della qualità per il nome di un divano

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Una diffida formale a non utilizzare impropriamente il nome del comune di Gragnano. Il sindaco Nello D’auria spiazza tutti, intimando alla società Poltrone & Sofà di cambiare nome ad un divano letto, color vino, attualmente in offerta (ma solo fino a domenica, ça va sans dire). Sulla sua pagina si legge:

“Oggi, ho firmato una 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚 che contesta l’𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐨𝐩𝐨𝐧𝐢𝐦𝐨 “𝐆𝐫𝐚𝐠𝐧𝐚𝐧𝐨” da parte di un’azienda operante nel settore dell’arredamento, che ha denominato un proprio prodotto, un divano in tessuto, con il nome della Città, commercializzandolo sul proprio sito ufficiale e promuovendolo attraverso campagne pubblicitarie televisive a diffusione nazionale.
Difendere il nome della nostra città significa difendere la nostra storia, la nostra economia e il lavoro di migliaia di persone. “𝐆𝐫𝐚𝐠𝐧𝐚𝐧𝐨” 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧’𝐞𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐚 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐜𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, ma un’identità collettiva costruita con sacrificio, che rappresenta una delle eccellenze agroalimentari e culturali più famose del mondo.
Nella diffida, l’Amministrazione comunale evidenzia che il toponimo “Gragnano” è strettamente connesso all’identità territoriale, alla promozione turistica ed economica del territorio, nonché alla notorietà internazionale della città per i suoi prodotti d’eccellenza, come la Pasta di Gragnano IGP e l’omonimo vino. L’utilizzo improprio del nome da parte dell’azienda in questione, privo di qualunque autorizzazione e senza alcun legame con il territorio, viene considerato una violazione delle norme sulla proprietà industriale e sulle denominazioni geografiche, suscettibile di indurre in errore i consumatori e di danneggiare l’immagine della Città.
Il Comune ha pertanto 𝐢𝐧𝐭𝐢𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥’𝐮𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐨𝐩𝐨𝐧𝐢𝐦𝐨 “𝐆𝐫𝐚𝐠𝐧𝐚𝐧𝐨” per identificare il prodotto, di rimuovere ogni riferimento dal sito e dai materiali promozionali entro 15 giorni, e di comunicare formalmente le misure adottate. In caso di mancata ottemperanza, 𝐥’𝐄𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐫𝐚𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐞 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢, compresa l’azione inibitoria e la richiesta di risarcimento per i danni, anche di immagine, arrecati alla nostra comunità.
𝐒𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐝 𝐚𝐠𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 per impedire che la reputazione costruita nei secoli venga banalizzata o sfruttata in modo indebito. Il nome di Gragnano appartiene alla nostra storia e alla nostra gente, e come tale va rispettato.”

Contro le poltrone, non c’è dubbio. Forse gli sconti altissimi non saranno andati giù al primo cittadino.