Protezione Civile, si riparla di Bertolaso ma il padre nobile fu Zamberletti

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In queste ora si parla di un possibile super capo della Protezione Civile per la super emergenza Coronavirus, addirittura si riparla di Bertolaso, che fa sapere di voler restare in Africa.Un supercommissario, è la figura che il governo si prepara a nominare dopo l’allargamento della “zona protetta” a tutta l’Italia con il divieto di spostamenti su il tutto territorio della penisola. Sul tavolo ci sono i nomi dell’ex capo della polizia Gianni De Gennaro, di Bertolaso se cambia idea, e di Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo dell’Organizzazione mondiale per la sanità.

La lista dei capi dipartimento della Protezione Civile inizia nel 1996 con Guido Bertolaso, che resta in carica fino al 1997 col governo Prodi. Poi tocca a Franco Barberi, in carica dal 1997 al 2001 coi governi D’Alema I, D’Alema II e Amato. Di nuovo Bertolaso dal 2001 al 2011 con Berlusconi II, Berlusconi III, Prodi II e Berlusconi IV. Gli subentra Franco Gabrielli, in carica dal 2011 al 2014 con Monti e Letta. Con Renzi premier, tocca a Fabrizio Curcio dal 2014 e 2016. Infine Angelo Borrelli attualmente in carica, scelto da Gentiloni nel 2017 e confermato da Conte. Ma il padre della Protezione Civile Italiana era e resterà per sempre il senatore varesino democristiano Giuseppe Zamberletti, scomparso ad inizio 2019. Fu lui, dal 1974 al 1982, da sottosegretario o da commissario in vari governi, a creare le basi di una vera Protezione Civile e ad occuparsi di emergenze come i terremoti in Friuli e in Irpinia.