Protesta delle guide turistiche agli Scavi di Pompei, stop al presidio in Piazza Esedra

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La protesta delle guide turistiche davanti agli scavi di Pompei dopo la decisione della direzione del parco archeologico di eliminare la postazione interna riservata proprio agli operatori specializzati, 13 febbraio 2026. ANSA/ CIRO FUSCO

Protesta senza disagi per i visitatori al Parco Archeologico di Pompei, dove centinaia di guide turistiche hanno manifestato davanti all’ingresso degli Scavi in Piazza Esedra contro l’eliminazione del sito a loro dedicato. Una decisione che rientra in una più ampia riorganizzazione del servizio di visite guidate, con l’introduzione di un modello interno al Parco e costi ritenuti più competitivi.

La mobilitazione si è svolta in modo ordinato e non ha provocato rallentamenti nell’accesso all’area archeologica. I sindacati hanno chiesto l’apertura di un tavolo di concertazione con il direttore generale, Gabriel Zuchtriegel, per discutere le ragioni della scelta e valutare possibili soluzioni condivise.

Riorganizzazione del servizio guide al Parco Archeologico di Pompei

In una nota ufficiale, Zuchtriegel ha spiegato che la decisione è stata determinata dalle “evoluzioni giuridiche e culturali del settore”, che rendono necessario uniformare Pompei agli altri musei e siti archeologici nazionali e internazionali. Secondo il direttore, il presidio delle guide private rappresentava ormai un’anomalia organizzativa.

La postazione, nata nel 2010 in una fase emergenziale per regolamentare l’interazione tra visitatori e guide, aveva lo scopo di garantire ordine e trasparenza. “Da allora la situazione è profondamente cambiata”, ha chiarito il direttore. Nel 2018 anche l’Antitrust aveva contestato le postazioni presenti a Pompei e in altri siti, poi eliminate. Il presidio pompeiano era rimasto l’unico ancora attivo.

A incidere sulla scelta anche il calo della domanda dopo la pandemia da Covid-19. Molti visitatori arrivano già con la guida prenotata online o tramite agenzie, riducendo la necessità di un punto fisso all’interno dell’area archeologica.

Le accuse di scarsa trasparenza e la replica delle guide

Tra le motivazioni indicate dal direttore figurano anche le numerose segnalazioni ricevute nel tempo: lamentele su presunte mancanze di trasparenza, qualità non sempre adeguata delle visite, conoscenze linguistiche dichiarate ma non riscontrate e irregolarità nella fatturazione fiscale. Accuse che i rappresentanti delle guide respingono con forza, parlando di “fango” gettato sulla categoria.

Zuchtriegel ha inoltre annunciato che procederà per vie legali dopo aver ricevuto una lettera dai toni offensivi. Nel comunicato, il direttore ribadisce che il Parco non sarà identificato con un servizio privato che, a suo avviso, aveva superato i limiti delle proprie competenze, anche alla luce dei costi sostenuti dall’ente pubblico per la concessione degli spazi.

Il presidio scompare, ma non viene preclusa la presenza di guide private all’interno del sito. Il Parco ha già attivato un proprio servizio didattico, attraverso figure professionali ministeriali e partnership regolamentate da procedure pubbliche. Proprio in queste settimane è in corso un programma di aggiornamento e formazione per le guide, molto partecipato.

“Credo che alla fine questo cambiamento farà bene a tutti, incluse le guide”, ha dichiarato Zuchtriegel, sottolineando l’importanza e la complessità di un lavoro che considera fondamentale per la valorizzazione del patrimonio archeologico.